CavenTris. Ma comincia la salita

CERVERE. Tappetta breve di 121 chilometri: Mark Cavendish non deve faticare ad andare su e giù per montagnole e cavalcavia e arriva da Savona a Cervere con le gambe cariche di dinamite. Così, su un rettilineo infinito, nonostante la mancanza del pesce-pilota, Cannonball riesce a muoversi come fa il delfino-capo, quello che risale il gruppo e sbuca in testa quand’è l’ora del balzo da applausi.
Lo fa di mestiere, scegliendo i tempi giusti per infilarsi tra una sbandata e l’altra (in tre chilometri di strada dritta se ne vedono di tutti i colori), come un pirata pistard. La sua pedalata è davvero esplosiva e il frutto di quella potenza è il tris in questo Giro e la decima vittoria rosa in carriera.
Batte Kristoff (quello che ha fatto cadere e ritirare Pozzato), l’ex spalla Renshaw, un ritrovato Sacha Modolo ed Elia Favilli. E alla fine continua la sua recita da ragazzotto puntiglioso: «Ho avuto paura di avvicinarmi a Ferrari», lamenta ancora una volta. All’Isola di Man ci sono gatti senza coda e campioni senza stile.
In archivio questa volata (l’ultima prima di andare a casa o arriva a Milano? «Magari è possibile» risponde, forse perchè conosce solo l’indicativo). Meglio tornare alla cose serie. Ovvero alle tappe dei prossimi giorni, a partire da oggi.
Stamattina si risale fino alla Valle d’Aosta e passando per il Col de Joux, si va a Cervinia.
Non pensiate di vedere sfracelli. Se non piove o nevica, la strada non è assolutamente selettiva. Per passisti-scalatori più che per camosci delle due ruote. Putroppo queste strade sono figlie del successo turistico delle località che raggiungono. Non potendo mandare per tratturi da transumanza gli automobilisti disposti a spendere soldi per sciare o passeggiare, si è finito col creare delle mini-autostrade morbide, che portano a destinazione senza bruciare la frizione.
Lo dice anche Domenico Pozzovivo, quando gli chiedono un pronostico: «Non è il mio genere di salita, dovrò aspettare la prossima settimana per trovare il mio terreno».
Ivan Basso è (vedi un po’) prudentissimo. «Io e la mia squadra affronteremo questa tappa di alta montagna con la stessa concentrazione e tranquillità che abbiamo usato in questi giorni. E’ un Giro apertissimo e io e i miei ragazzi cercheremo di conquistarlo giorno per giorno» . E Rodriguez? Mimetico come i pantaloni da usare al Giro per nascondere le macchie: non dice niente di preciso, ma fa il simpatico e tiene la maglia. La terrà anche oggi? Non è impossibile.
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