CavenTris. Ma comincia la salita

A Cervere risorge anche Modolo, quinto Favilli. Ma la corsa dei big incomincia da Cervinia
Mark Cavendish (SKY, GBR), winner of the 13th stage of Giro d'Italia, from Savona to Cerbere, on the podium, 18 may 2012. ANSA/SABINE JACOB
Mark Cavendish (SKY, GBR), winner of the 13th stage of Giro d'Italia, from Savona to Cerbere, on the podium, 18 may 2012. ANSA/SABINE JACOB

CERVERE. Tappetta breve di 121 chilometri: Mark Cavendish non deve faticare ad andare su e giù per montagnole e cavalcavia e arriva da Savona a Cervere con le gambe cariche di dinamite. Così, su un rettilineo infinito, nonostante la mancanza del pesce-pilota, Cannonball riesce a muoversi come fa il delfino-capo, quello che risale il gruppo e sbuca in testa quand’è l’ora del balzo da applausi.

Lo fa di mestiere, scegliendo i tempi giusti per infilarsi tra una sbandata e l’altra (in tre chilometri di strada dritta se ne vedono di tutti i colori), come un pirata pistard. La sua pedalata è davvero esplosiva e il frutto di quella potenza è il tris in questo Giro e la decima vittoria rosa in carriera.

Batte Kristoff (quello che ha fatto cadere e ritirare Pozzato), l’ex spalla Renshaw, un ritrovato Sacha Modolo ed Elia Favilli. E alla fine continua la sua recita da ragazzotto puntiglioso: «Ho avuto paura di avvicinarmi a Ferrari», lamenta ancora una volta. All’Isola di Man ci sono gatti senza coda e campioni senza stile.

In archivio questa volata (l’ultima prima di andare a casa o arriva a Milano? «Magari è possibile» risponde, forse perchè conosce solo l’indicativo). Meglio tornare alla cose serie. Ovvero alle tappe dei prossimi giorni, a partire da oggi.

Stamattina si risale fino alla Valle d’Aosta e passando per il Col de Joux, si va a Cervinia.

Non pensiate di vedere sfracelli. Se non piove o nevica, la strada non è assolutamente selettiva. Per passisti-scalatori più che per camosci delle due ruote. Putroppo queste strade sono figlie del successo turistico delle località che raggiungono. Non potendo mandare per tratturi da transumanza gli automobilisti disposti a spendere soldi per sciare o passeggiare, si è finito col creare delle mini-autostrade morbide, che portano a destinazione senza bruciare la frizione.

Lo dice anche Domenico Pozzovivo, quando gli chiedono un pronostico: «Non è il mio genere di salita, dovrò aspettare la prossima settimana per trovare il mio terreno».

Ivan Basso è (vedi un po’) prudentissimo. «Io e la mia squadra affronteremo questa tappa di alta montagna con la stessa concentrazione e tranquillità che abbiamo usato in questi giorni. E’ un Giro apertissimo e io e i miei ragazzi cercheremo di conquistarlo giorno per giorno» . E Rodriguez? Mimetico come i pantaloni da usare al Giro per nascondere le macchie: non dice niente di preciso, ma fa il simpatico e tiene la maglia. La terrà anche oggi? Non è impossibile.

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