Marino vota Udinese: «Ha più motivazioni»

Parla il tecnico che ha allenato le due formazioni. «Il Catania non farà regali, ma il terzo posto è troppo prezioso»
Udine 29 Aprile 2011. Calcio Serie A. Udinese-Lazio. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Petrussi Diego
Udine 29 Aprile 2011. Calcio Serie A. Udinese-Lazio. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Petrussi Diego

UDINE. Catania-Udinese è sempre stata la sua partita. Pasquale Marino l’ha vissuta prima sul fronte siciliano, poi su quello bianconero. E un domani potrebbe addirittura “rigiocarla” se è vero che, in caso di addio a Montella, il tecnico siciliano sarebbe il primo candidato del presidente Pulvirenti a raccoglierne l’eredità.

Marino, mai come in questo caso lei farà il tifo per il pareggio...

«Proprio così. Si affrontano le due squadre cui sono più affezionato e vorrei che finisse in gloria per entrambi. Certo, il Catania punta a superare il muro dei 50 punti (attualmente è a quota 48 ndr), ma l’obiettivo dell’Udinese è decisamente più importante, più prezioso».

Pronostico?

«Non mi sbilancio. A Catania è sempre dura per tutti e l’Udinese lo sa bene. Però, ripeto: arrivati a questo punto la differenza la devono fare le motivazioni».

I siciliani ogni anno migliorano il risultato della stagione precedente.

«Merito di una programmazione attenta e oculata e della costruzione di un centro sportivo che è tra i migliori a livello europeo: quattro campi, strutture di accoglienza per i calciatori. Anche questi particolari portano punti in classifica».

La forza del Catania a livello tattico?

«Ormai hanno una base, quella del 4-3-3, che usano da tempo. Certo, a volte si sono disposti anche con la difesa a tre, ma la squadra ha una identità ben definita».

Lodi, che a Udine non riuscì a sfondare come regista basso, è esploso a Catania.

«In Friuli aveva davanti gente del calibro di D’Agostino e Inter. Avrebbe avuto bisogno di giocare con continuità, opportunità che gli è stata data a Catania e che lui ha sfruttato».

Lodi contro l’Udinese non ci sarà. Un vantaggio?

«Il suo ruolo, da quanto leggo, sarà ricoperto da Almiron, un altro giocatore di qualità che a Udine conoscete bene».

L’arma in più del Catania?

«La velocità dei tre là davanti. Soprattutto Gomez ha vissuto una grande annata».

Lo scorso anno la terza in classifica arrivò a 70 punti, quest’anno al massimo si arriverà a 64. Cosa significa?

«Che c’è stato molto più equilibrio».

Ma lei si aspettava un’Udinese in lotta per il preliminare di Champions?

«No, considerando le tre partenze illustri e in modo particolare quella di Sanchez. All’Udinese sono riusciti a fare cose davvero importanti».

I friulani in Champions vengono visti come il fumo negli occhi perchè farebbero perdere punti nel ranking. Ci crede?

«Pescare l’Arsenal è stata una sfortuna. Credo serva anche un po’ di fortuna nei sorteggi. Comunque credo che, in caso di terzo posto, la società cercherà di rinforzare la squadra».

Il fatto di poter giocare per due risultati su tre è un vantaggio o un rischio?

«Un vantaggio. Certo, non devi solo far passare il tempo, ma giocare la partita mantenendo equilibrio in campo».

L’Udinese si aggrappa ancora a Di Natale...

«E a chi altrimenti? In tre anni ha fatto quasi 80 gol».

Crede a un possibile ritiro anticipato di Totò?

«L’ho sentito poco tempo fa e non mi ha detto nulla. Si allena con molta meticolosità, è in grado di affrontare ancora l’intensità del nostro calcio. E poi finchè segna a questi ritmi...».

Mister, le possiamo chiedere qualcosa sul Genoa?

«No grazie».

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