Zanoli è la freccia dell’Udinese: «Torno veloce come prima dell’infortunio»

L’esterno è vicino al rientro dopo lo stop al ginocchio: «Il mio obiettivo è ritrovare la condizione al 100%, quello del club è fare più punti dell’anno scorso»

 

Massimo Meroi
Alessandro Zanoli
Alessandro Zanoli

Alessandro Zanoli è uno dei calciatori più veloci della Serie A. All’Udinese ha fatto vedere ancora poco del suo potenziale. Proprio quando stava cominciando a volare si è infortunato al ginocchio lo scorso gennaio a Verona, ma ora è quasi pronto a tornare.

Alessandro, innanzitutto come sta?

«Bene, miglioro giorno dopo giorno. Fra tre-quattro settimane comincerò ad allenarmi stabilmente in gruppo e poi ci vorrà ancora un po’ per disputare una partita ufficiale».

Lei si fa male a Verona nel primo tempo ma gioca fino alla fine e addirittura segna un gol con il crociato rotto. Le è stato spiegato come è possibile?

«Perché non si era rotto completamente il menisco. Questo mi ha dato una mano. E poi anche i muscoli flessori hanno aiutato la stabilità del ginocchio».

Un gol non banale, poi...

«Bellissimo, il più bello della mia carriera».

Lei è originario di Carpi. Cosa faceva quindicenne quando la squadra della sua città disputò il campionato di Serie A?

«Giocavo negli Allievi e facevo il raccattapalle nella gare casalinghe che si disputavano a Modena. Il Carpi quell’anno retrocesse facendo 38 punti e pagò la sostituzione di Castori con Sannino per quattro partite in cui perse sempre».

Il ds di quel Carpi era Giuntoli. È stato lui a portarla a Napoli?

«Sì, ho sempre avuto un buon rapporto con il direttore, ci siamo sentiti anche dopo l’infortunio. Lui è convinto che abbia i mezzi per fare una degna carriera».

Cosa significa degna?

«Diciamo molto importante».

Lei ha esordito in Serie A proprio a Udine.

«Sì il 20 settembre di cinque anni fa. Entrai gli ultimi minuti al posto di Mario Rui, l’allenatore era Spalletti».

Ecco, ci dice qualcosa su di lui?

«Un genio. E poi dimostrò di avere fiducia in me. Era l’anno prima dello scudetto».

Pensa che avrebbe potuto ottenere qualcosa di più durante l’esperienza napoletana?

«No, sapevo che era complicata e che davanti avevo un monumento come Di Lorenzo».

Lei ha giocato sia con la Samp che con il Genoa.

«Due esperienze diverse. Con la Samp retrocedemmo dopo una sconfitta a Udine. Sbagliai un gol solo davanti a Silvestri su assist di Quagliarella».

Al Genoa con Vieira ha fatto praticamente l’ala. In quale ruolo si trova meglio?

«In quella occasione mi adattai. Il mio ruolo ideale è quello di quinto».

Al Mondiale c’è un giocatore nel suo ruolo che l’ha impressionata?

«L’inglese Spence per velocità e tecnica».

Si è mai cronometrato sui 100 metri?

«No, però ricordo che quando ero alla Samp rilevarono che avevo il picco più alto di velocità, poi superato da Ebosele».

In cosa, invece, deve migliorare?

«Mi verrebbe da dire nella fase difensiva, però prima dell’infortunio ero migliorato. Devo ripartire da lì».

Il suo obiettivo di quest’anno?

«Tornare esattamente come prima dell’infortunio a livello di condizione».

E quello dell’Udinese?

«Fare qualche punto in più dell’anno scorso».

In spogliatoio parlate del caso Zaniolo o evitate l’argomento perché non potete farci nulla?

«Ne parliamo, Nicolò è un giocatore fondamentale per noi».

Un pregio dello Zanoli ragazzo?

«Credo l’educazione».

E un difetto?

«Sono permaloso».

Legge le pagelle dei giornali?

«Se mi capita sì, ma la mia permalosità era riferita alla vita di tutti i giorni. Nel calcio si sa che un giorno sei scarso e il giorno dopo un fenomeno».

È scaramantico?

«Un po’, diciamo che se vinciamo, poi ripeto le stesse cose prima della gara successiva a cominciare dall’ordine delle canzoni che sento andando allo stadio».

Lo sportivo che ha sempre ammirato?

«Koby Bryant».

Perché gioca con il 59?

«È l’anno di nascita di mio padre Giampaolo».

È nato il 3 ottobre, lo stesso giorno di Ibra e Guidolin...

«Sapevo solo di Ibra. Da piccolo ero juventino e lo ricordo in maglia bianconera. Poi in un Napoli-Milan me lo sono ritrovato avversario».

 

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