Udinese, Nani conferma: «Non cerchiamo altri svincolati»

Il dirigente bianconero parla dell’attacco e delle prospettive. «Davis rientrerà a Torino e Zaniolo non ne avrà per molto. L’infortunio di Gueye? Stiamo ancora facendo accertamenti»

Stefano Martorano
La maschera di dolore di Gueye dopo l’infortunio alla caviglia
La maschera di dolore di Gueye dopo l’infortunio alla caviglia

 

«Questa Udinese è forte, mi ricorda quella arrivata in Champions nel 2011 dopo quattro sconfitte di fila. Ripartiremo con grande fiducia e con la mentalità vincente di Alaba». È Gianluca Nani a indicare la rotta che i bianconeri dovranno seguire da lunedì prossimo contro i granata allo stadio Grande Torino, dove il group technical director siederà a fianco di Gino Pozzo aspettandosi la vittoria dopo i soli 4 punti raccolti prima della lunga sosta.

Nani, l’inizio balbettante sta preoccupando la società?

«No. Essere partiti meno bene rispetto alle due ultime stagioni non esclude la possibilità di migliorare i piazzamenti finali. Confido anche nel passato di Runjaic che di anno in anno si è sempre migliorato nei club in cui ha allenato».

Finora cosa è andato storto?

«Per costruire una mentalità vincente e ambire a traguardi ambiziosi è giusto interrogarsi su cosa avresti potuto fare meglio. Nel calcio perfetto, che tra l’altro è un utopia, ogni gol subito è quasi sempre una conseguenza di un errore. Poi ci sono gli avversari, lo stato di forma e la fortuna, ma comunque adesso è presto per fare bilanci, quindi guardiamo avanti e ripartiamo con fiducia perché questa Udinese è forte e a me ricorda quella che con Guidolin arrivò in Champions dopo quattro ko di fila».

Udinese che si rialzò trascinata da Di Natale e Sanchez, mentre adesso c’è l’emergenza in attacco, senza Zaniolo e Gueye per il prossimo mese.

«Intanto Davis rientrerà a Torino e Zaniolo non ne avrà per molto. Inoltre noi stiamo giocando con un attaccante e due sottopunte, e per quel ruolo abbiamo Ekkelenkamp, Chakvetadze, Unai Gomez e Jovanovic di cui sentiremo parlare molto. Quanto a Gueye, stiamo ancora facendo degli accertamenti e ci puntiamo moltissimo».

A riguardo, sorprendono i molti infortuni avuti a inizio stagione...

«Siamo estremamente soddisfatti del nostro team di prevenzione e recupero, così come l’area di performance atletica è riconosciuta tra le migliori d’Europa e sono gli stessi professionisti della passata stagione».

Escludete un ritorno sul mercato degli svincolati?

«Esatto. Non abbiamo intenzione di ricorrere nuovamente al mercato degli svincolati».

Mercato da dove è arrivato David Alaba. Come è nato il suo arrivo e cosa sta già portando in seno allo spogliatoio?

«Lo abbiamo preso perché è un grande giocatore e si è presentata come una grande opportunità. Alaba sta già portando la mentalità vincente di un campione che conta 39 trofei tra cui quattro Champions. È un arrivo che dimostra anche le ambizioni della famiglia Pozzo e dell’Udinese».

Nani, finora sono emerse anche le difficoltà di Bertola e Miller. Può spiegarle?

«Miller ha grandissimo talento e un futuro luminoso, ha solo commesso un paio di errori che fanno parte del normale percorso di crescita. Bertola l’anno scorso ha fatto un ottimo campionato mettendosi in mostra come un grande professionista, solido e affidabile, quindi non mi preoccupano assolutamente. Anzi, vorrei proprio che i problemi più importanti a fine stagione fossero il rendimento d’inizio stagione di Miller e Bertola».

C’è stata pure la tegola dell'aritmia benigna di Piotrowski. Preoccupa?

«Assolutamente no e lo rivedremo in campo prima del previsto».

C’è la possibilità che Lovric rientri nei piani con un rinnovo?

«Non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno, tanto meno a un ragazzo che è stato con noi tanti anni e si è sempre comportato bene, tra l’altro nell’ultima partita in nazionale è stato il migliore in campo, facendo molto bene».

Ekkelenkamp sta emergendo, dove può arrivare?

«Sta dimostrando di essere un grande giocatore e i grandi giocatori quando prendono continuità non hanno limiti di crescita. Mi viene in mente il Fernandes arrivato in punta di piedi e poi finito al Manchester United».

 

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