Udinese, non solo ombre attorno a Lennon Miller

Serve pazienza con il diciannovenne scozzese, a meno che non si voglia strumentalizzare alcuni dati per preannunciarne un taglio imminente

Stefano Martorano
Lennon Miller in azione in azione contro il Sassuolo (foto Epa)
Lennon Miller in azione in azione contro il Sassuolo (foto Epa)

Tre passaggi chiave con i quali è risultato il bianconero più ispirato a giocare in verticale per superare la linea difensiva avversaria, e altrettante palle recuperate, di cui due nella metà campo avversaria. È con queste cifre fornite dalla Sics, l’azienda di Bassano del Grappa leader nel settore del match analysis, che Lennon Miller può difendersi a testa alta dal giudizio forse un po’ troppo severo e superficiale del suo allenatore, quel Kosta Runjaic che a fine partita col Sassuolo ha messo dietro alla lavagna il 19enne campioncino scozzese con queste parole: «Non è stata la migliore partita di Miller», inserendolo poi tra «i giovani inesperti dell’Udinese».

D’accordo, se messa a confronto con altre prestazioni, i due soli duelli vinti dall’ex Motherwell contro gli emiliani sono stati pochi e in linea col trend generale che in questa voce lo vede attardato, a quota 48, rispetto alla media delineata per la 25ª giornata, pari a 75,33, e pure quell’unico dribbling non ha contribuito a migliorare la sua classifica generale (8) della specialità, anche in questo caso lontana dai 16,85 indicata di media dalla Sics, ma un buon maestro deve saper guardare soprattutto alle potenzialità di un classe 2006 che deve ancora costituirsi e che, soprattutto, sta lanciando un chiaro messaggio di maturità in mediana con i soli 44 palloni persi rispetto ai 71,03 della media nazionale.

È questo il dato che dovrebbe fare da “stella polare” a chi gli astri sa come guardarle per non andare fuori rotta. E a Udine, la rotta perseguita da anni dalla società è quella di investire sulle potenzialità di giovani di qualità da sostenere e non da affossare alla prima prestazione negativa. Perché è vero che Miller deve crescere nei duelli vinti, ma è altrettanto vero che proprio in questa voce ha già saputo fare la differenza con i granata vincendone ben 10 e altrettante sono state le palle recuperate col Pisa.

Tutti dati che certificano la normale discontinuità, la linea degli alti e dei bassi tra un exploit e una prova non completamente sottotono, come lo è stata per lo scozzese col Sassuolo. Miller perde pochi palloni, un dato che da sempre ruba l’occhio a chi se ne intende perché garantisce l'affidabilità di un buon centrocampista, e pazienza se lo scozzese deve crescere nelle altre voci importanti, dove non è poi così lontano (7 tiri dai 13,29 di riferimento) in alcune voci. Serve pazienza certo, a meno che non si voglia strumentalizzare alcuni dati per preannunciarne un taglio imminente.

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