L’Udinese riabbraccia i tifosi, in 400 al Bruseschi: ma Zaniolo non c’è ancora
Primo allenamento a porte aperte della stagione. L’assenza del 10 fa rumore: «A questo punto situazione difficile da ricomporre».

L’Udinese riabbraccia i suoi tifosi, ma non Niccolò Zaniolo. Il numero 10 non era presente al primo allenamento a porte aperte della stagione, tenutosi giovedì sera al Bruseschi di fronte a circa 400 sostenitori. Un’assenza che fa rumore: mentre i compagni sono al lavoro sotto il sole, il classe ‘99 è ancora in Versilia e pare che sia parecchio giù di corda, la soluzione estrema del certificato medico in questo senso è chiara.
Inevitabile la delusione della tifoseria, ce la racconta Ireneo Bertossi: «In una squadra il gruppo è fondamentale. Se un giocatore deve restare controvoglia, è meglio che proprio non torni. Serve unità di intenti, altrimenti non si porta a casa i risultati. Poi la verità è nota solo a lui e alla società, non certo a me, ma mi aspettavo che questa vicenda fosse gestita senza arrivare al certificato medico».
Per Davide Savorgnan diventa una vicenda di identità: «Lo scorso anno ho comprato la maglietta di Zaniolo per mio figlio che ha sette anni. Gli sto trasmettendo la mia passione per l’Udinese e lui in campo aveva occhi solo per Nicolò, allo stadio lo aspettava sempre. Ogni giorno ora mi chiede se tornerà a giocare qui, persino chi arriverà al suo posto… È una forte delusione, pensavamo potesse diventare il simbolo del nuovo ciclo e ci aveva un po’ illuso con le sue parole, ma se le cose stanno così…».
I tifosi più giovani si confermano anche più comprensivi e fiduciosi, lo testimonia Paolo Milocco: «Penso che Zaniolo dopo annate difficili si era riconquistato la fiducia dei tifosi, ma ora l’ha persa. Se dovesse però tornare chiedendo scusa come si deve già tra un mese sarebbe tutto dimenticato, è troppo importante».
Passando invece alla prima maglia e alla campagna abbonamenti, l'opinione generale è positiva. Bertossi ce lo conferma: «Il primo kit è classico, dopo due anni un po’ diversi ci sta in pieno. Comprensibile poi il leggero rialzo dei prezzi». Per Savorgnan invece l’aquila del Friuli avrebbe meritato uno spazio diverso: «L’avrei voluta vedere sul fronte della maglia, o magari sui pantaloncini. Non mi sono poi piaciuti particolarmente gli sponsor in giallo, anche se richiama i dettagli verticali».
In campo nel frattempo si rivedono tanti volti noti, oltre a qualche novità. Riecco, tra gli altri, Ebosse e Pafundi, mentre ci si gode i primi colpi di Unai Gomez, il trequartista basco classe ‘03 arrivato con aspettative importanti. Subito una mezza rovesciata, uscita così così, ma anche un paio di giocate nello stretto che ne testimoniano il livello tecnico. Bene anche i giovani, da Arizala e Mlacic a Pejicic e Palma, passando per i portieri Piana e Sebastiani che affiancano i beniamini Okoye, acclamatissimo, e Padelli. Il secondogenito di Amadeus si fa apprezzare, piuttosto reattivo.
In campo anche Zanoli, che ha lavorato con la squadra per oltre una mezz’ora testando anche il tiro prima di lasciare il campo.
Nella partitella conclusiva, gran finale di giornata, gli occhi sono tutti per Davis, autore di un poker. Poi spazio a foto e autografi. Perché alla fine quello che conta sono la passione e l’entusiasmo dei presenti, scaldando i motori in vista della stagione.
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