Trombetta: «Contro il Milan l’Udinese deve giocare per la salvezza»
L’ex collaboratore di Massimiliano Allegri indica la strada ai bianconeri: «I rossoneri sono in crescita ma soffrono ancora di qualche amnesia e concedono alcuni spazi nei quali l’Udinese dovrà essere brava a infilarsi»

«Il Milan sta crescendo, ma soffre ancora di qualche amnesia e concede spazi in cui infilarsi». Ci pensa Maurizio Trombetta, ex collaboratore di Massimiliano Allegri fino allo scorso giugno al Milan, a dispensare il breviario utile all’Udinese chiamata a tornare a punti domenica sera contro il Diavolo rossonero ospite del Friuli, alle 20.45, dopo gli ultimi conquistati a Monza il 29 agosto, quando la panchina di Kosta Runjaic sembrava più solida che mai, e non in balia dei risultati come invece è adesso.
Trombetta, il calcio sovverte spesso pronostici chiusi come quello apparente tra Udinese e Milan. Per farlo cosa deve fare la Zebretta?
«Innanzitutto ritrovare l’identità persa in due mesi dall’esordio col Como, quando i friulani si presentarono molto bene, tenendo la squadra corta e compatta per tutto il primo tempo. Bisognerà giocare con lo spirito battagliero di chi insegue la salvezza d’ora in poi e non bisogna allungare i reparti. Credo che questo sia la priorità rispetto a quanto visto col Lecce».
A riguardo dell’ultima prestazione, dov’è caduto anche il suo sguardo tecnico?
«Sulle palle perse in mediana innanzitutto, con Karlstrom che è il barometro di questa squadra. Quattro, cinque palloni lo svedese li perde di solito in un campionato non in una singola partita. L’Udinese in mediana ha sofferto molto e quei palloni persi andavano poi difesi nelle retrovie».
Dove l’Udinese non riesce proprio a trovare la quadra da inizio campionato, visto che sono 16 i gol al passivo...
«Indubbiamente è il reparto che soffre di più e quello in cui ho visto i difensori lavorare molto più a livello individuale che di reparto».
Per non parlare dei gol subiti su palla inattiva...
«Ecco, quello è un altro tasto dolente e preoccupante perché i gol subiti su palla inattiva sono un segnale d’allarme che richiama alla necessità di attenzione e cura. C’è da lavorare perché non basta avere dei marcantoni in difesa».
E dire che si confidava molto nell’esordio di Alaba che col Milan non ci sarà per infortunio. Runjaic ha schierato l’austriaco centrale. Condivide?
«Non vedo questa enorme differenza tra centrale o meno e non posso nemmeno dare un giudizio tecnico, ma ricordare solo che serve dare tempo al campione. In questa fase è molto importante la condizione fisica, così come lo è stato per Modric che lo scorso anno facevamo sempre giocare al Milan per quanto stava bene. Detto questo, le caratteristiche dei tre difensori proposti col Lecce erano molto propense alla costruzione, visto che tutti e tre potevano impostare, ma soffrivano in marcatura».
Trombetta, secondo lei che cosa deve ritrovare al più presto Runjaic?
«Parto ancora dalla difesa perché ho visto che non ha mai schierato la stessa linea, cambiandola a ogni giornata. Trovare un assetto base è importante per dare stabilità soprattutto nelle difficoltà. Il tecnico ha bisogno di rimettere a posto i giocatori come ha saputo fare subito al primo anno. È stato dal lavoro fatto al suo arrivo che è nata la mia considerazione per questo allenatore che ha sorpreso. Poi è logico che non è solo una questione di metodologia di lavoro, ma anche su cosa metti le mani e quindi i giocatori che si possono avere a disposizione».
E di assenze ce ne sono state molte...
«Penso all’utilità di Piotrowski che faceva bene le due fasi. «L'Udinese è una squadra fisica, ma se non hai Piotrowski e Karlstrom fai tanta fatica e se anche il riferimento va in difficoltà la coperta è corta. Non avendo due mezzali di corsa e qualità bisogna mettere un punto di riferimento».
Runjaic ha incassato la fiducia dei Pozzo e si giocherà molto col Milan in cui anche Amorim è stato discusso...
«La fiducia a Runjaic non mi ha sorpreso e ha senso perché i giocatori lo conoscono da due anni. Il Milan è in crescendo perché comincia a far giocare i giocatori giusti nei ruoli giusti, ha trovato la difesa a quattro che è buona, ma il Milan ha ancora qualche amnesia e non è una squadra ancora così ancora definita e sicura, come si è visto con l’Atalanta quando la partita si è riaperta sul 3-0».
Trombetta, qual è il lato debole dei rossoneri?
«L’Udinese dovrà giocare come si fa per salvarsi e ripartire. In questo momento il Milan è bravo a recuperare e a sviluppare in velocità, ma lascia ancora spazi in cui infilarsi nelle retrovie».
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