I consigli di De Biasi all'Udinese: «Aggredire subito il Toro»
Parla De Biasi, ex tecnico delle squadre di fronte lunedì sera. «Mi aspetto l’Udinese con due trequartisti molto offensivi. Mancheranno Zaniolo e Gueye, ma così può fare il colpo»

«Mi aspetto l’Udinese con due trequartisti molto aggressivi e offensivi a Torino, dove i bianconeri possono fare il colpaccio anche senza Zaniolo e Gueye». Gianni De Biasi se l’immagina così la Zebretta che alle 20.45 di lunedì sfiderà i granata al Grande Torino, ripartendo in campionato dall’esigenza di fare punti per tamponare la striscia di tre sconfitte consecutive incassate prima della sosta.
A proposito, il tecnico di Sarmede (che fu in panchina in Friuli nel 2010) è andato a fare la conta dei minuti giocati con le rispettive nazionali da granata e bianconeri, individuando quindi un possibile fattore incidente sul risultato, così come potrebbe incidere l’innesto nell’Udinese di Alaba, che De Biasi ricorda bene per averlo affrontato alla guida dell’Azerbaigian.
De Biasi, rieccoci al campionato dopo la lunga sosta. Quanto e come possono incidere tre settimane di sospensione?
«Tutto dipende dal tipo di lavoro svolto e con quanti giocatori a disposizione. A riguardo, per pura curiosità ho notato che il Torino ha dato 14 nazionali, cinque in più dell’Udinese».
Restando in tema: Miller, per parte bianconera, e Mandragora per i granata, non hanno fatto neanche un minuto con le rispettive nazionali...
«Questa è l’altra faccia della medaglia, perché c’è chi ha mantenuto il ritmo partita e chi meno. Minutaggi alla mano, ho visto che Vojvoda le ha giocate tutte col Kosovo dal primo all’ultimo minuto, e altrettanto ha fatto il granata Ismajli per l’Albania».
Un altro fattore emerso nella sosta per l’Udinese sono stati gli infortuni di Zaniolo e Gueye. La società ha detto che non ricorrerà agli svincolati. Lei che ne pensa?
«Conoscendo i Pozzo ritengo che ci siano tutte le capacità per fare le valutazioni del caso. Vedendola da fuori non posso esprimermi se non pensando all’importanza capitale di avere Davis a disposizione. Il mercato poi riaprirà a gennaio e ci sarà tempo per valutare».
D’accordo, ma se fosse in Runjaic?
«Non occorre mettersi nei suoi panni per vedere le caratteristiche delle mezze punte. In situazioni d’emergenza come questa, dove la prima punta va tutelata, i trequartisti diventano fondamentali con l’aggressione alta nella fase offensiva, e io quelli dell’Udinese me li aspetto così fin da Torino. Il trequartista vive tra le linee, può andare a chiudere l’azione dentro in profondità, allargarsi alle spalle dell’esterno, svariare, e l’Udinese di questi uomini ne ha. Vero che mancherà Zaniolo, ma credo che anche senza di lui, e senza Gueye l’Udinese possa essere pericolosa e fare il colpo a Torino».
Dove potrebbe esordire Alaba nell’Udinese...
«È un giocatore straordinario che ho incontrato tre volte affrontando l’Austria con l’Azerbaigian. Parliamo di un campione per una serie di attitudini, dalla lettura immediata della situazione alla capacità di prendere la giusta decisione in un secondo».
La società lo vuole anche tutor dei compagni e dei giovani...
«Quando hai in squadra uno così ti affidi ciecamente, gli dai la palla quando scotta, ti affidi alle sue capacità gestionali delle situazioni. Intendiamoci, non è Messi e non è Maradona, ma un giocatore che la palla la mette dove vuole, e che il suo lo fa sempre in maniera efficace senza dover fare grandi numeri».
Dove potrebbe giocare a suo parere?
«Per l’esperienza che ha può fare il centrale difensivo, anche se non è stato il suo ruolo in carriera, poi deciderà il suo allenatore. Per me Alaba può giocare dove vuole, se sta bene, perché oltre alla pulizia tecnica ha corsa e recuperi».
De Biasi che Torino aspetta l’Udinese?
«Una squadra che deve ritrovare il miglior Zapata e che ha qualcosa in meno dell’Udinese dal punto di vista fisico».
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