Camolese presenta Torino-Udinese: «Partita delicata, due squadre che devono crescere in fretta»
L'ex tecnico granata analizza la sfida di lunedì: la fase difensiva dei bianconeri di Runjaic, l'innesto di Alaba e le idee di Abate per il Toro

«Torino-Udinese è già una partita molto delicata per entrambe perché tutte e due devono migliorare e puntano a crescere in fretta», dice il tecnico Giancarlo Camolese, rimasto sempre legato ai colori granata per i trascorsi da giocatore, ma soprattutto per le annate vissute in panchina da allenatore dal ’96 al ’02. Basta e avanza per scoprire il Torino che attende l’Udinese lunedì alle 20.45, dove oltre ai bianconeri, reduci da tre sconfitte consecutive, anche i granata necessitano di una ripartenza che permetta di consolidare il nuovo progetto che il presidente Urbano Cairo ha affidato al tecnico di Ignazio Abate, definito da Camolese «un allenatore giovane e con idee».
Camolese, la classifica piange per Torino e Udinese, partite col freno a mano con soli 4 punti nelle prime cinque giornate.
«È così. Le cose non sono andate come ci si aspettava per entrambe ed è evidente che siano due progetti ancora da definire e con delle aspettative da soddisfare anche a breve termine, perché queste sono due squadre destinate a un buon campionato. Tuttavia, per raggiungere i rispettivi obiettivi serve crescere in fretta, visto che entrambe hanno qualcosa da aggiustare».
Per esempio cosa non va ancora nell’Udinese di Runjaic?
«Direi la fase difensiva che ha avuto delle amnesie fatali come quella col Cagliari. L’Udinese ha subito 11 gol di cui 6 nelle ultime due partite e va registrata. Adesso è arrivato Alaba e con l’arrivo del campione austriaco il tecnico avrà sicuramente molte più possibilità».
Qual è il suo giudizio complessivo sui bianconeri?
«Buono, anche perché mi sembra sempre la stessa squadra costruita per reggere gli urti dal punto di vista fisico, e quindi bene attrezzata e con ottime individualità all’interno di una rosa competitiva. Inoltre lo scouting è sempre molto attivo, e tra i giovani segnalo Palma che è davvero molto interessante».
Passando al Torino invece?
«Abate sta cercando di portarci molto del suo, di creare una fisionomia precisa e ho già visto alcuni aspetti interessanti. Per esempio, il Toro è una squadra che sa pressare organicamente in varie zone del campo e in difesa è duttile. È vero che Abate è passato dalla difesa a tre a quella a quattro, e sta cercando di portare avanti questo cambiamento, ma lo fa in maniera elastica perché quando deve recuperare il risultato sa cambiare sistema di gioco».
In attacco sembra che Adams possa recuperare e presentarsi per l’Udinese...
«Ecco, questo sì che sarebbe un rientro importante perché tra i 14 nazionali persi durante la sosta e alcuni infortunati il Toro ha avuto le sue belle defezioni che possono avere inciso in queste tre lunghe settimane. Oltre a Adams per Abate è fondamentale recuperare anche Simeone e Vlasic che non sono stati al top finora».
Camolese, secondo lei l’importanza della posta in palio peserà sulla proposta di gioco?
«È una partita che sfugge un po’ al pronostico perché entrambe devono fare risultato e chi si ferma alla ripresa potrebbe rinviare ulteriormente i buoni propositi. La sosta può essere stata importante per tutte e due, ma conterà molto non fallire il risultato».
Anche perché alcune provinciali hanno cominciato bene…
«Il Frosinone su tutte che ha fatto vedere un buon calcio dal punto di vista tecnico. Ha battuto il Como dopo essere andato a vincere a Firenze. Siamo alla ripresa di un campionato che arriva dopo i Mondiali e che ci dirà molto dopo la sosta. I veri valori li scopriremo quindi dalle prossime giornate. Finora, comunque, Roma e Inter sono state sopra tutte».
E del nuovo metro arbitrale che ne pensa?
«È la nota più rilevante. Il metro degli arbitraggi è cambiato, si fischia meno e il calcio è uno sport di contatto. È chiaro che i giocatori devono abituarsi, ma credo anche sia una cosa che piace molto perché ci sono meno tempi morti».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








