Nella testa dell’Udinese restano i cinque gol incassati dall’Inter
A San Siro i friulani hanno pagato difetti di concentrazione, oltre alla qualità degli avversari. Runjaic: «Dobbiamo pensare a come abbiamo preso quelle reti e al Cagliari»

Resta un pesante fardello sulle spalle dell’Udinese appena rientrata da Milano, dove ha lasciato l’intera posta all’Inter, nonostante una partenza più che incoraggiante. Dentro allo zaino cinque gol pesanti come pietre per il futuro bianconero, come ha capito anche quel mezzo migliaio di tifosi che si è sobbarcato l’ennesima trasferta di lunedì e che è tornato a casa con l’amaro in bocca, causato sì dalla rimonta nerazzurra, ma evidenziato anche dall’alto numero di reti subite.
Perché di fronte c’erano i campioni d’Italia, ma troppe volte sembravano esserci delle porte automatiche a guardia dell’area bianconera, pronte a spalancarsi nel momento dell’affondo degli avversari.
Tutto materiale finito nell’analisi a caldo di Runjaic che, prima di lasciare il Meazza, ha voluto raccontare come ha vissuto dalla panchina l’altalena del risultato e cosa pensa in prospettiva futura. «Dobbiamo accettare questa sconfitta, contro l’Inter è sempre difficile e se non sei concentrato al 100 per cento e non hai un po’ di fortuna perdi».
Appunto numero 1: i difetti di concentrazione hanno fatto capottare l’Udinese a San Siro, anche se bisogna riconoscere che l’avversaria non era esattamente di seconda qualità: «È una squadra che ha fatto il 65 per cento di possesso palla che in Champions League al Bernabeu contro il Real Madrid e che ha segnato tre gol in un tempo al Napoli. La nostra strategia era semplicemente quella di mostrare il nostro spirito e cercare di tenere il pallone il più possibile». Una considerazione per l’appunto numero 2: bisognava tenere di più il pallino del gioco proprio per evitare che l’Inter comandi le operazioni a piacimento, proprio come è successo dopo il raddoppio bianconero.
A quel punto l’Udinese è sparita. Merito delle qualità nerazzurre, tra le quali che anche l’aggressività. «Abbiamo perso duelli che prima non perdevamo. E loro hanno sfruttato ogni nostro errore». Nota numero 3: la scarsa capacità di reagire quando il ritmo e il pressing sono cresciuti. Colpa anche delle tante assenze?
Una domanda che si è fatto anche mister Kosta che ha dato una risposta anche a questo interrogativo subito dopo la sconfitta: «Ci mancavano diversi giocatori, forse con loro le cose sarebbero andate diversamente, soprattutto dopo il vantaggio. Ma non è il caso di pensare a questo».
Meglio invece far scattare l’ultimo campanello d’allarme. Ci pensa sempre Runjaic: «Il lato positivo sono i tre gol fatti, sono sicuro che anche Chivu parlerà dei gol subiti. Noi invece dobbiamo pensare a come abbiamo preso i gol e alla partita contro il Cagliari».
Nella testa dell’Udinese risuonano soprattutto queste parole, per l’importanza della posta in palio nella prossima gara al Friuli - Bluenergy Stadium, e per il numero di gol già subiti in campionato: 10 in tutto tra Inter (5), Monza e Lazio (2), Como (1). Tanto che martedì al Bruseschi mister Kosta ha già fatto partire il primo sermone che ha invitato la truppa a focalizzarsi sulla partita di sabato.
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