Solet da Europa, i numeri del muro dell'Udinese: l'Inter prenota un top della Serie A

Il focus sulle statistiche del difensore francese: quarto per palloni rubati (103) e tra i migliori del campionato per passaggi e tackle. Fedelissimo di Runjaic con 2.961 minuti giocati, ha guidato la svolta clean sheet dei bianconeri in primavera. Il suo addio lascerà un vuoto più profondo di quello di Kristensen

Alberto Bertolotto

 

I numeri non mentono. L’importanza di Oumar Solet nell’Udinese della scorsa stagione è stata capitale. Se il francese dovesse approdare, come noto, all’Inter, la difesa dei bianconeri avrebbe un bel vuoto da colmare, ancor più consistente rispetto a quello che lascerebbe Thomas Kristensen in caso di addio.

Per capire l’incidenza del centrale francese nel gioco dei friulani basta dare un’occhiata alle statistiche condivise da Kickest. L’ex Salisburgo risulta nella top ten della serie A 2025-2026 in sei voci: è quarto per palloni rubati (103), quinto per palloni intercettati (48), ottavo per passaggi riusciti (1851) e totali (2075), nono per numero di tackle (78) e decimo per dribbling riusciti (42). Da segnalare poi che il transalpino è l’undicesimo calciatore del campionato per duelli vinti (197). Vanno inoltre contati i gol segnati, tre, tutti di piede (tra cui il rigore col Lecce).

I dati suggeriscono che sia stato un elemento imprescindibile per Kosta Runjaic, che infatti ha impiegato Solet per 2.961 minuti: è il secondo giocatore più utilizzato dei friulani alle spalle del capitano Jesper Karlstrom (3153 minuti spesi in campo). Il difensore ha totalizzato complessivamente 35 presenze, di cui 34 da titolare, saltando solo i match con Fiorentina e Atalanta a marzo per un problema agli adduttori emerso nel finale dell’incontro col Sassuolo. Lo staff l’aveva recuperato per la gara successiva col Bologna, ma dopo dieci minuti il francese era stato costretto a lasciare il terreno di gioco. Da qui i due match saltati e il rientro, ma solo per la panchina, nella sfida con la Juventus.

Una volta tornato stabilmente in campo, vale a dire dal match col Genoa, il transalpino non ha più saltato un minuto, alzando inoltre il livello delle sue prestazioni: con l’ingresso nel vivo del torneo Solet è risultato non solo brillante con la palla al piede, il suo punto di forza, ma anche molto attento in fase difensiva, aspetto quest’ultimo che ha rappresentato a volte il suo tallone d’Achille. Non è assolutamente una questione di capacità, quanto proprio di attenzione. Anche grazie ai suoi progressi i risultati di squadra hanno registrato un deciso passo in avanti, se si tiene conto che da fine marzo in poi l’Udinese ha collezionato cinque clean sheet con Genoa, Como, Milan, Torino e Cagliari (in queste gare sono arrivati 13 punti su 15 disponibili).

Nella parte finale di campionato si è perciò ammirato nuovamente quel difensore osservato a inizio 2025, quando aveva debuttato con la maglia bianconera dopo essere approdato in Friuli ad autunno nel 2024. Nei match con Verona e Atalanta, per esempio, aveva dato una sensazione unica tra solidità ed eleganza. L’Inter potrà inserire nel motore un difensore di livello europeo, in grado di dire la sua sull’uomo e di far avviare l’azione nel miglior modo possibile.

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