Runjaic e il "giro del modulo in 90 giorni": a Bologna si torna alle origini
Dalla difesa a tre alla mongolfiera tattica di inizio anno. Dopo i flop con Inter e Sassuolo, il tecnico bianconero medita il ritorno al 3-5-2 per la sfida al Dall'Ara

È un “giro del modulo in 90 giorni” quello che Kosta Runjaic si appresta a completare lunedì sera al Dall’Ara di Bologna, dove è forte la tentazione del condottiero bianconero di tornare al 3-5-2. È lo stesso modulo col quale mister Kosta sfidò Italiano nella gara di andata persa 3-0 lo scorso 22 novembre al Friuli-Bluenergy Stadium, lo stesso spartito impiegato nelle successive cinque partite e mezza seguite a quella col Bologna nelle quali l’Udinese raccolse sette punti.
Tutto fino all’insinuazione del dubbio sorto a Como al termine di un soffertissimo primo tempo giocato col 3-5-2, alla prima partita del nuovo anno solare. Dall’intervallo di quella sfida sul Lago, il 3 gennaio scorso, infatti, mister Kosta ha poi preso in mano la penna del romanziere Jules Verne per condurre l’Udinese sulla sua personale mongolfiera tattica, facendole fare il “giro del modulo”.
Sì, è stato anche grazie al Lennon Miller – che mister Kosta ha bacchettato dopo il Sassuolo – che l’Udinese ritrovò spazi e geometria nella ripresa di Como affrontata col 4-4-2, andando poi a vincere a Torino con lo stesso modulo per 2-1. La difesa “a 4” è stata poi varata anche col Pisa, dove una mossa su tutte (Piotrowski inserito esterno destro per Zanoli) mise della sabbia nell’ingranaggio. Tutto, prima dell’inedito 5-4-1 varato a cospetto dell’Inter, capolista affrontata “a 4” secondo le dichiarazioni del tecnico, ma soprattutto con una paura tremenda di mettere il piede nella metà campo avversaria, con gli esterni bloccati come sentinelle nelle garitte sulla linea difensiva.
Il “giro” è poi proseguito a Verona, dove all’annunciato 4-4-1-1 mister Kosta ha proposto il 3-4-2-1 rinunciando dopo tempo a Kabasele al centro della difesa, piazzando Kristensen, un altro dei «giovani inesperti» criticati dopo il Sassuolo. Risultato? Vittoria per 3-1 al Bentegodi con Atta e Ekkelenkamp a ridosso di Davis da trequartisti nel (2-1) terminale senza l’infortunato Zaniolo, modulo riproposto poi anche nella serata vincente e soprattutto convincente con la Roma (1-0), là dove l’Udinese ha perso Davis e quindi anche il terminale ideale su cui far convergere il 3-4-2-1 proposto poi a Lecce con Bayo di punta.
In pratica, un flop che dal ritorno di Zaniolo ha indotto Runjaic a passare al 4-4-2 col Sassuolo. Peccato, in questo caso, che la difesa “a 4” non sia stata protetta a dovere dalle sovrapposizioni di Garcia a sinistra. Col senno del poi il passare “a 3”, o meglio a “5”, sarebbe stato più adatto.
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