L'errore di Torino e il caso Okoye: Turci difende il portiere dell'Udinese e chiede la conferma col Lecce

L'ex estremo difensore analizza lo sbaglio del nigeriano contro i granata: «Niente punizioni, serve fiducia ma deve migliorare nelle letture»

Stefano Martorano

«Dopo un errore del genere Okoye deve essere il primo a ricevere la maglia da titolare domenica». Il turnover tra i portieri dell’Udinese non è quindi la soluzione sulla quale punterebbe Gigi Turci, deciso a puntare forte sul fattore fiducia per permettere al nigeriano un pronto riscatto.

Turci, perché riproporrebbe subito Okoye col Lecce?

«Perché dopo un errore del genere non ha senso fermare un portiere per punirlo. Vedendola da esterno, Okoye deve avere la massima fiducia ed essere il primo titolare col Lecce, sempre a patto che sia sereno, aspetto che valuteranno Brunner e Marcon che lo allenano. Poi è chiaro che il credito ha un termine e che ci si deve guadagnare la conferma, perché se alla lunga non si danno garanzie non c’è scritto da nessuna parte che non si possa essere sostituiti».

Qual è il suo giudizio su Okoye?

«Potenzialmente è di altissimo livello per l'atletismo debordante a sua disposizione, ma è ancora estremamente grezzo e deve lavorare ancora parecchio sulla vera tecnica del portiere, cosa che starà sicuramente facendo con i suoi preparatori. Poi però c’è la capacità di lettura di determinate situazioni che può essere allenata fino a un certo punto, perché poi in campo ci va lui, anche se gli si fa notare al video la parte situazionale sulla quale migliorare».

C’entra il carattere in questi casi?

«È correlato. Nel suo caso credo che la parte caratteriale sia la sua forza e il suo punto debole al tempo stesso. È la forza, perché ha personalità e non si fa colpire dall’ansia, e la debolezza perché questa spavalderia esagerata lo porta a eccedere».

Come è stato nell’errore sul gol decisivo di Torino?

«Sì, perché capisco la voglia di aiutare i compagni, ma in quel caso si è sostituito a Bertola che era sulla palla, con Kulenovic lontano. Bertola non aveva bisogno di essere aiutato».

Quale sarebbe stato il giusto comportamento da tenere?

«Restare appostato al limite dell’area piccola e intervenire solo nel caso in cui ci fosse stata una possibile spizzata e quindi una palla filtrata vicina alla porta. Quella di Okoye è stata dunque una lettura errata, e qui sale in cattedra il famoso Peter Schmeichel, l’ex grande portiere danese che ricordava che il portiere deve far muovere i compagni affinché lui sia l’ultimo a intervenire. Bisogna quindi parlare in campo, perché l’estremo difensore ha la netta percezione del pericolo e a Torino il pericolo non c’era».

Turci, l’Udinese ha solo 4 punti...

«Gli ha detto malissimo con Cagliari e Torino, ma se c’è qualcosa che non va in ogni giornata, allora deve suonare l’allarme».

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