Niente Mondiali per Lennon Miller: il ct Clarke esclude il centrocampista dell'Udinese dai convocati
Il numero 38 bianconero tagliato dalla lista dei 26 per gli Stati Uniti. Pesano i limiti tattici nei recuperi difensivi, mentre gli "italiani" McTominay, Gilmour, Adams e Ferguson volano in America. Domenica l'ultima a Napoli senza lo squalificato Kamara

Decollo rinviato in tutti i sensi per Lennon Miller, il centrocampista dell’Udinese lasciato a terra da Steve Clarke, il selezionatore della nazionale scozzese che non porterà il 38 bianconero ai Mondiali americani. L’esclusione dalla lista dei 26 è arrivata ieri, appresa dal suggestivo post con cui la federazione ha diramato la Scottish squad, piazzando un suonatore di cornamusa accanto ai nomi dei prescelti, tra i quali figurano anche i napoletani Scott McTominay e Billy Gilmour, il granata Che Adams e il bolognese Lewis Ferguson.
Quattro scozzesi, sui ventisei convocati, giocano quindi in Italia nel campionato universalmente riconosciuto come il più difficile dal punto di vista tattico, quello in cui Miller ha deciso di misurarsi dalla scorsa estate quando ha detto no al Celtic per accettare la lunghissima corte dell’Udinese, sicura di avere individuato nell’ex Motherwell un vero e proprio talento. Per portarlo in Friuli è servito un investimento da 5,5 milioni e ben nove lunghi mesi di trattative, così come riferì il group technical director Gianluca Nani al momento della presentazione.
Nove mesi sono anche il tempo che Miller ha avuto finora a disposizione per ambientarsi in Serie A e per assecondare le richieste di Kosta Runjaic che lo considera mezzala, come sottolineato più volte. Eccoci al punto nodale, a quel ruolo in cui gamba, grinta e fisicità devono combinarsi con la tecnica e la capacità di lettura tattica, dove bisogna saper affondare il tackle all'occorrenza.
Tuttavia, è proprio su questo fondamentale, con i soli 20 recuperi evidenziati dalle statistiche della Sics, che Miller ha palesato difficoltà piuttosto evidenti nei 901 minuti spalmati nelle 23 presenze, quelle in cui sono apparse chiare anche le sue potenzialità.
Tra queste, la ripresa di Como e la prestazione di Torino contro i granata, entrambe a gennaio, furono promettenti e indicarono l’ottimo assortimento al fianco di Jesper Karlstrom (lui sì che giocherà i Mondiali con la Svezia, l’unico tra i bianconeri) nella mediana pari, che fosse il 4-4-2 o il 3-4-2-1. Non a caso mister Kosta gli diede del «formidabile» in sede di commento, salvo poi bacchettarlo nel post gara col Sassuolo, un mese dopo, quando il 38 risultò tra i meno peggio, e comunque decisamente migliore rispetto alle ultime due in casa con Torino e Cremonese dove ha faticato anche a trovarsi la posizione.
Tutte difficoltà di cui si è accorto Steve Clarke, il ct scozzese che lo fece debuttare a giugno 2025 e che gli ha concesso 4 presenze in nazionale prima dell’escluderlo ieri, nel giorno in cui l’Udinese ha cominciato a preparare l’ultima di campionato a Napoli, da affrontare domenica, alle 18, senza Hassane Kamara, squalificato ieri dal Giudice sportivo.
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