Ekkelenkamp è il trascinatore dell’Udinese: Runjaic ci conta

Alla voce “partecipazione al gol” è il secondo nell’anno solare: solo Baturina del Como di Fabregas è riuscito a fare meglio. Con l’olandese un big come Rabiot e l’altro comasco Da Cunha

Stefano Martorano
Juergen Ekkelenkamp è il trascinatore dell'Udinese
Juergen Ekkelenkamp è il trascinatore dell'Udinese

Come passare dall’Uno, nessuno, centomila di pirandelliana memoria, quando appena arrivato a Udine, due anni fa, trascorse mesi alla ricerca della propria identità, all’essere il bianconero più decisivo del 2026.

Ecco qui sintetizzata la parabola ascendente di Jurgen Ekkelenkamp, il “tuttofare” che una statistica rivela tra i centrocampisti più determinanti della Serie A nell’anno solare in corso. Più precisamente, il 26enne olandese di Zeist spicca alla voce “partecipazione al gol” a quota 10 con 6 reti e 4 assist, in seconda posizione alle spalle del solo Martin Baturina, il 23enne croato del Como in vetta a 11.

A dividere lo stesso gradino del podio di Ekkelenkamp ci sono il francese Adrien Rabiot e il francese Lucas Da Cunha chiamato in nazionale da Zinedine Zidane, passato dalla serie B francese al Como per 500 mila euro, e da qui a vestire la maglia della Francia in soli due anni e mezzo. Figlio della terra dei tulipani che al football ha donato non solo il talento ma anche la rivoluzionaria saggezza tattica del sublime Johan Cruyff, il nostro Ekkelenkamp ha cominciato a fare la differenza quando ha letteralmente imparato a correre agli ordini di Kosta Runjaic, interpretando il gioco con la sapienza di chi sa come e quando sganciarsi anche per andare in pressing.

Non è un caso, infatti, che Ekkelenkamp risulti il giocatore di movimento con più palloni recuperati (24) all’Udinese, e per chi se lo ricordava timido alla sua prima stagione, ecco servito il “7 su 7” alla voce tackle, un 100% che vale il brand della determinazione.

Come dire che Jurgen ci mette corpo, anima e cervello, oltre che la gamba. Fin qui ha inciso con due gol in avvio di stagione, con la botta da fuori di Monza a cui ha fatto seguito il gol di rapina a due metri dalla porta dell'Inter. Un gol da fuori e uno in area quindi, a conferma di quella libertà d’azione e di pensiero che lo porta a leggere l'azione in anticipo.

È una dote da grandi, diciamolo pure, a cui non rende giustizia la svalutazione del mercato. Sì, perché se Baturina vale 55 milioni, mentre il 25enne Da Cunha ne vale 30 (sempre per l’aggiornato sito specializzato transmermarkt), allora non si capisce perché Ekkelenkamp debba “valerne” solo 13.

È un’incongruenza a cui, con tutta probabilità, l’Udinese saprà porre rimedio dalle prossime sessioni di mercato, specie se il tulipano che ha il contratto in scadenza a giugno ’29, proseguirà spedito di questo passo. A proposito, quello intrapreso in questo ’26 ha preso il via proprio a Torino contro i granata lo scorso 7 gennaio col primo dei 6 gol segnati nelle 22 partite giocate finora nell’anno solare.

Seguirono poi il gol da “tre punti” segnato da fuori area con la Roma ai Rizzi, l’inserimento con colpo di testa vincente in area del Genoa il 20 marzo, il gol e l'assist sfornati col Milan l’11 aprile nello storico 0-3 di San Siro e l'assist con la Lazio nel 3-3- dell'Olimpico dello scorso 27 aprile, dove il tuttofare bianconero ha rimediato una botta da tergo al perone che lo ha costretto poi a saltare le ultime 3 giornate di campionato.

 

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