Le prime pagine del Messaggero Veneto che hanno raccontato il terremoto del 1976 in Friuli

La prima pagina del Messaggero Veneto di venerdì 7 maggio 1976, in edicola poche ore dopo la scossa che squarciò il Friuli la sera del 6 maggio (Archivio Messaggero Veneto)

Ricostruire, la parola simbolo del popolo friulano colpito dal sisma: ruspe al lavoro nella prima pagina del Messaggero veneto di sabato 8 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

La conta delle vittime, il capitolo più triste e doloroso dopo una tragedia. I primi numeri ufficiali che svelarono la reale portata del terremoto nella prima pagina del Messaggero Veneto di domenica 9 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Le foto dall'alto dei paesi rasi al suolo dal sisma nella prima pagina del Messaggero veneto di lunedì 10 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

L'orgoglio delle genti friulane, le testimonianze di chi era miracolosamente sopravvissuto al sisma: la prima pagina del Messaggero Veneto di martedì 11 maggio 1976 raccontava la voglia di rialzarsi di un intero popolo (Archivio Messaggero Veneto)

Il terremoto non fu un evento sismico unico: in cinque giorni furono registrate sei scosse di magnitudo superiore a 4.5, come raccontava la prima pagina del Messaggero Veneto di mercoledì 12 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Mentre la terra ancora tremava il Governo italiano aveva già stanziato i primi fondi per il Friuli terremotato: ne riferiva la prima pagina del Messaggero Veneto di giovedì 13 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Pochi giorni dopo il terremoto arrivò una concreta testimonianza di vicinanza al popolo friulano da parte degli Stati Uniti d'America: l'allora presidente Gerald Ford inviò in Friuli il suo vice Nelson Rockefeller. Quella visita occupò l'intera prima pagina del Messaggero Veneto di venerdì 14 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Il Friuli al lavoro per ricostruire: ecco la prima pagina del Messaggero Veneto di domenica 16 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

L'urgenza di ricostruire era una necessità per un popolo che doveva rialzarsi il prima possibile: la prima pagina del Messaggero Veneto di martedì 18 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Non c'erano solo le case e le fabbriche da ricostruire, bisognava anche restituire dignità al popolo friulano, come raccontava la prima pagina del Messaggero Veneto di mercoledì 19 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

La vicinanza dello Stato rappresentò una colonna portante della ricostruzione: il voto unanime di Senato e Camera sui fondi per il Friuli nella prima pagina del Messaggero Veneto di venerdì 21 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Un giorno senza scosse sembrava quasi irreale in quei tragici giorni, come raccontava la prima pagina del Messaggero Veneto di sabato 22 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Ricostruire, senza mai essere lasciati soli: gli aiuti arrivarono da ogni parte d'Italia e anche dalle vicine Austria e Slovenia. Ne riferiva la prima pagina del Messaggero Veneto di domenica 23 maggio (Archivio Messaggero Veneto)

Il Friuli che provava a rialzarsi dopo il terremoto diventò un simbolo di speranza per l'Italia intera: la prima pagina del Messaggero Veneto di lunedì 24 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

I cantieri della ricostruzione furono aperti in poche settimane, come testimoniava la prima pagina del Messaggero Veneto di giovedì 27 maggio (Archivio Messaggero Veneto)

Le priorità durante la ricostruzione, la Regione decise di iniziare dalle case: ecco la prima pagina del Messaggero Veneto di domenica 30 maggio 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

La ricostruzione contemplava anche le demolizioni: a centinaia si contarono gli edifici feriti dal terremoto e abbattuti per ragioni di sicurezza, come riferiva la prima pagina del Messaggero Veneto di giovedì 3 giugno 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Le loro penne nere furono uno dei simboli della ricostruzione post terremoto: l'elogio agli alpini nella prima pagina del Messaggero Veneto di venerdì 4 giugno 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Tende di emergenza, badili, pale e picconi: le immagini della ricostruzione nella prima pagina del Messaggero veneto di domenica 6 giugno 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Funerali collettivi e momenti per ricordare i morti scandirono il tempo durante la prima fase della ricostruzione, come raccontava la prima pagina del Messaggero Veneto di lunedì 7 giugno (Archivio Messaggero Veneto)

L'11 settembre altre due scosse, entrambe di Magnitudo superiore a 5, aggiunsero danni e paura: il racconto di un'altra giornata di terrore nella prima pagina del Messaggero Veneto di domenica 12 settembre 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Nuovo stato di emergenza per il Friuli dopo le nuove scosse: la prima pagina del Messaggero Veneto di lunedì 13 settembre 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

Le case al mare lungo i litorali della Regione furono requisite per ospitare i terremotati: lo raccontava la prima pagina del Messaggero Veneto di sabato 25 settembre 1976 (Archivio Messaggero Veneto)

La copertina dello speciale sui 40 anni dal terremoto che il Messaggero Veneto ha realizzato nel 2016 (Archivio Messaggero Veneto)
Dal giorno dopo la prima scossa, che alle 21 del 6 maggio 1976 raggiunse una Magnitudo di 6.5 alle repliche sismiche dei giorni successi, fino agli ulteriori sismi registrati quattro mesi dopo, a settembre: l'11 venne rilevato un sisma di Magnitudo 5.6, il 15 di Magnitudo 6. La devastazione immortalata dai primi, drammatici scatti fotografici, i morti, le testimonianze e le disperate richieste di aiuto della popolazione: un resoconto crudo, come quel sentimento che per mesi oscurò il Friuli: la paura. (Archivio Messaggero Veneto)
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