Il bimbo sepolto dalle macerie è diventato il pittore del sisma

Da sabato 18 febbraio (e fino al 5 marzo) in via Manin a Udine le opere di Stefano Peres. Nel ’76 perse la funzionalità di una gamba. I medici dimenticarono una benda nella caviglia: «Credevo mi avesse operato Cossiga»

COLLOREDO DI MONTE ALBANO. Riscattarsi tramite l’arte, riuscire a trovare una nuova spinta tramite la realizzazione di opere artistiche per superare il trauma del terremoto e le conseguenze indelebili che sono rimaste impresse sul corpo.

Parliamo di Stefano Peres, oggi cinquantenne, che quarant’anni fa rimase schiacciato sotto le macerie della propria abitazione, rasa al suolo dal sisma. «Una volta estratto», ricorda Stefano, «sono stato trasportato all’ospedale di Udine per una frattura alla caviglia.

Nel caos di quelle ore, durante l’operazione, dimenticarono un pezzetto di stoffa all’interno della ferita che mi aveva creato una forte infezione, che non riuscivano ad arrestare. L’unica soluzione era l’amputazione.

Mentre stavano per procedere, però, scoprirono l’intruso e fortunatamente lo rimossero. Purtroppo le conseguenze di quella disattenzione sono ancora evidenti, visto che la gamba, dal ginocchio in giù, non è cresciuta come avrebbe dovuto».

Una triste storia, ma Stefano in quel momento di sconforto totale ebbe la fortuna di essere visitato dall’allora ministro degli Interni, Francesco Cossiga, in Friuli per il sisma.

«Rimase con me per oltre un’ora, confortandomi. Avevo 11 anni ed ero pieno di paura: chiesi a Cossiga se mi avesse operato lui. Ci siamo incontrati nuovamente 8 anni dopo e mi spiegò di come la mia domanda gli avesse fatto capire che in quel momento non c’era bisogno di autorità in visita, ma di medici pronti ad intervenire».

La passione per l’arte è cresciuta in Stefano fin dalla giovane età, grazie al papà collezionista di quadri. Ma con il passare del tempo è divenuta un rifugio e, infine, un riscatto contro una vita non sempre facile.

«Ho iniziato con il disegno, dove mi sono divertito a proporre il castello prima del terremoto realizzato con gli occhi di un bambino. Recentemente mi sto invece dedicando alla creazione delle frattale, forme geometriche ripetute, su ferro o tela dove il vero protagonista è il colore, intenso e vivace. Una tecnica da me intrapresa e che ora cerco di tramandare anche a persone che hanno bisogno di nuovi stimoli visto il grande senso di libertà che si prova utilizzandola».

Dopo anni di lavoro le opere di Peres saranno esposte a Udine, fino al 5 marzo, negli spazi espositivi di Sweet Home in via Manin, con taglio del nastro alle 10. Per un’anticipazione collegarsi a https://youtu.be/mbgt8KuKriU.

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