Pordenone, il Messaggero racconta al Capitol i Capitani d’industria
Martedì 6 ottobre il primo evento del gruppo Nem per Capitale della cultura. Iscrizioni all’evento gratuite sulla piattaforma eventinem.it

Non solo il fare, ma il saper fare. È questa una delle cifre di Pordenone, del suo sviluppo da città agricola a città della manifattura, dai cotonifici alle fabbriche, sino alla cultura. Cantieri, prima di tutto di pensiero, nati dalle idee di uomini e donne che hanno avuto sempre come obiettivo quello di far crescere un sistema intero, perché l’economia è forte se la società è forte.
Ma prima che imprenditori e imprenditrici di successo, Lino Zanussi, Luciano Savio, Giulio Locatelli, Armando Cimolai, Luigia Tomadini – e qui l’elenco potrebbe continuare – sono stati per l’appunto uomini e donne, abituati a fare, abituati alla relazione con gli altri, abituati a superare i limiti. E proprio questo cercherà di raccontare, tra aneddoti e curiosità che rischiano di scomparire dalla memoria collettiva con il passare degli anni, l’evento che si terrà martedì 6 ottobre al Capitol (appuntamento a ingresso gratuito alle 20. 30).
Promosso dal Messaggero Veneto – nell’ambito delle iniziative del gruppo Nem per Pordenone Capitale italiana della cultura, in collaborazione con Bcc Pordenonese e Monsile e il Comune di Pordenone – il ciclo di tre serate non avrà il formato del talk né dello spettacolo, ma mescolerà elementi diversi per coinvolgere e appassionare un pubblico variegato: generazioni diverse unite dalla curiosità di capire le proprie radici e le nuove sfide che le attendono. Immagini, video e parole si fonderanno in un racconto corale, come quello che ogni giorno il quotidiano propone ai propri lettori.
Protagonisti della serata, condotta da Antonio Bacci e Giuseppe Ragogna, uomini e donne che sono stati determinanti non solo per le proprie imprese. Uomini e donne che seppero essere mecenati, che seminarono quei semi di cultura – per usare un’immagine di Pordenonelegge –, che hanno reso rigogliosa questa terra. Degli esempi? Luciano Savio prima e Lino Zanussi poi, entrarono nel Consiglio di amministrazione della Popolare che poi diventerà Friuladria, aiutandola a diventare la banca dei pordenonesi. Savio creerà in azienda un fondo che oggi si chiamerebbe welfare, ma sosterrà anche l’asilo di Borgomeduna. Non ci sarebbe Casa dello studente senza Lino Zanussi e Luciano Savio, non ci sarebbe il centro Anffas senza Locatelli. Visione e generosità, con uno sguardo sempre al futuro. Ed è al futuro che guarderà anche l’evento “La città del fare”. Perché la memoria ha valore se c’è un futuro da costruire. Un nuovo cantiere di pensiero.
Chi volesse prenotare direttamente il proprio posto, gratuito, può farlo tramite la piattaforma www. eventinem. it
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