Spirito d'impresa o rigidità delle regole? La lezione dei tre tredicenni che sognavano il "Ciao"
Dagli elogi di Confcommercio Udine alla catena di solidarietà da tutta Italia. L'analisi della redazione sul confine tra legalità, prevenzione e supporto ai giovani

Mi ha commosso la vicenda dei tre ragazzi “imprenditori- sognatori- eroi” che volevano vendere limonate, biscotti e altro per acquistare un motorino “Ciao” di seconda mano , un sogno comune a molti giovani di quell’età.
In questi tempi in cui niente fa sperare nelle giovani generazioni sane, abbiamo avuto invece un esempio positivo.
Per cui incoraggio il vostro-nostro giornale a fare tutto il possibile perché non finisca qui e cosi male questa avventura che va assolutamente supportata anche da vecchi come me ma che hanno nipoti su cui sperare sempre.
Un abbraccio, Pier Salvador
La vicenda dei tre adolescenti di Pradamano che sognavano di scorrazzare in “Ciao”, guadagnandoselo a suon di limonate e biscotti offerti sotto un ombrellone in cortile, ha fatto il giro d’Italia ed è diventata una storia virale anche sui social. Il nostro Gianpiero Bellucci ne è venuto a conoscenza e l’ha raccontata ai nostri lettori suscitando grande curiosità non solo in Friuli, ma ovunque.
Ed è una storia che va sicuramente analizzata per quello che ha rappresentato socialmente.
Perché ha suscitato tanta curiosità? Ci sono diverse sfaccettature da interpretare, dai giovani che aggrediscono la vita spontaneamente a chi invoca la legge e il rispetto delle norme.
Partiamo dal lato umano e spontaneo di questi ragazzini che si sono dati un obiettivo da raggiungere con le proprie forze e con la propria fantasia imprenditoriale. In generale, le richieste di motorini o biciclette vengono fatte ai familiari per arrivare subito all’obiettivo senza sacrifici; in questo caso, invece, i tre giovanotti hanno scelto un impegno. Hanno ottenuto un’attenzione generale, i complimenti e le segnalazioni per il loro dinamismo. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga è rimasto colpito dalla loro storia «per il messaggio che porta con sé: avere un desiderio e darsi da fare in prima persona per riuscire a realizzarlo.
Li inviterò nel Palazzo della Regione: voglio conoscerli e farmi raccontare come è nata questa vicenda», ha commentato.
Il presidente di Confcommercio Udine, Giovanni Da Pozzo, ne ha elogiato lo «spirito imprenditoriale».
Solidarietà e vicinanza sono arrivate da ogni parte d’Italia, così come le offerte da parte di chi vorrebbe regalare i motorini o elargire un’offerta affinché i ragazzi possano acquistare il “Ciao”.
Anche non immaginando di poter acquistare un motorino, ma soltanto un’indipendenza economica in molti, da ragazzini, abbiamo provato a rivendere libri, fumetti o oggetti, figurine o altro per racimolare quattro lire (c’erano ancora quelle...).
C’è poi la rigidità di chi, passando dalle parti di Pradamano, ha ritenuto di dover fare una segnalazione alla polizia comunale perché mancavano le dovute autorizzazioni igienico-sanitarie. E questo, appunto, è un altro degli aspetti, quello della legalità che pur va insegnata ai ragazzi-cittadini.
Tuttavia, ci si chiede se la segnalazione nasca da sorta di incomprensibile fastidio verso l’intraprendenza di questi ragazzini. O altro? Forse, non sapremo mai la vera motivazione perché chi l’ha fatto dovrebbe necessariamente entrare nella polemica.
La polizia locale ha fatto sapere di non aver emesso un atto ufficiale, ma di essersi confrontata bonariamente con un papà dei tre ragazzi, un attività di carattere informativo-preventivo. Un consiglio, dunque.
Questi tre ragazzi hanno avuto il loro momento di gloria per aver dimostrato coraggio e spirito d’iniziativa.
C’è sempre da sperare nei giovani che sanno dimostrare grande forza.
Vicende come questa, tuttavia, fanno emergere in maniera sempre più frequente la mancanza di quello che un tempo veniva definito “buonsenso”, una parola forse sparita anche dal Dizionario perché non si usa e non si applica più.
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