Reagiamo a tutto il male del mondo

Depistaggi e silenzi non hanno fermato il movimento civile che, dal 2016, sostiene la famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore friulano ucciso in Egitto

Paolo MosanghiniPaolo Mosanghini

Depistaggi, bugie, un muro contro la giustizia, ma da dieci anni quegli striscioni gialli, anche se un po’ sbiaditi, continuano a gridare «Verità per Giulio Regeni». Nessuno è riuscito a silenziare il movimento che pretende sia resa nota l’obiettività di quanto è capitato al giovane ricercatore friulano, fermato, sequestrato, torturato e ucciso in Egitto. Quel corpo nudo orrendamente martoriato ritrovato il 3 febbraio 2016 in un fosso, sulla strada tra Il Cairo e Alessandria d’Egitto, a due passi da una galera dei servizi segreti cairoti è stato riconosciuto dalla madre, Paola, soltanto dalla «punta del naso», che commentò di aver visto sul corpo del figlio «Tutto il male del mondo».

Una frase che lasciò senza fiato, che è diventata il titolo di un documentario su una delle vicende giudiziarie e diplomatiche più complesse degli ultimi anni.

Il mondo non è cambiato, forse è peggiorato in questi due ultimi lustri. La mamma Paola, il papà Claudio e la sorella Irene hanno potuto contare su un movimento democratico che li sostiene, implorando verità per Giulio e per un mondo migliore a partire da chi vive in regioni della terra soffocate dalla dittatura, da chi cresce tra le guerre invocando la pace, da chi non riesce a imporre la verità.

Continuiamo a percepire ogni giorno tutto il male del mondo negli occhi di quei bambini sfiniti dalla fame, nei volti degli anziani che vedono morire le loro terre sotto ai bombardamenti, sui barconi lasciati andare a picco con a bordo decine di esseri umani. Migliaia e migliaia di persone sono scese in piazza in questi dieci anni per non lasciare precipitare nell’oblio il caso del ricercatore di Fiumicello. Perché in una società civile, democratica e con un po’ di umanità non possiamo permettere che la verità e la libertà vengano calpestate. Giulio, la sua famiglia, il movimento “giallo” ci hanno insegnato questo: a reagire e ad alzare la testa sempre di fronte a tutto il male e le ingiustizie del mondo.

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