Tensione alle sedi della Modine, trattativa sul premio in stallo. I sindacati: «30 ore di sciopero»

Protesta a Pocenia e Amaro dopo 100 milioni di utili senza un accordo

Francesca Artico
foto stabilimento e di archivio di scioperi precedenti
foto stabilimento e di archivio di scioperi precedenti

Oltre cento milioni di utili in quatto anni, ma nessun riscontro per i lavoratori: sale la tensione tra azienda e maestranze alla Modine di Pocenia e Amaro, dopo il mancato accordo sul premio di risultato. Via a un pacchetto di trenta ore complessive di sciopero. La protesta è stata proclamata da Fiom Cgil e Fim Cisl su mandato dei lavoratori, riunitisi in assemblea lunedì 26 ottobre in entrambi gli stabilimenti.

Dietro alla mobilitazione, che era già stata formalmente avviata lo scorso 13 ottobre, lo stallo della trattativa sul premio di risultato, nell’ambito del confronto sul contratto integrativo aziendale, sul quale pesano anche le incognite sulla riorganizzazione industriale. Anche per questo Fiom e Fim chiedono «una convocazione in tempi brevi, un approccio costruttivo e una concreta disponibilità al confronto». «Siamo di fronte a un’azienda che, pur collocandosi tra le realtà meglio posizionate sul mercato e avendo conseguito risultati economici e finanziari di assoluto rilievo, con oltre 100 milioni di utili negli ultimi quattro anni, continua a non voler riconoscere alle proprie maestranze un premio di risultato dignitoso», spiegano in un comunicato sindacale i segretari territoriali David Bassi (Fiom-Cgil) e Michele Porcaro (Fim-Cisl). «Una posizione», proseguono i due sindacalisti, «che riteniamo inaccettabile, soprattutto perché questi importanti risultati non sono frutto del caso, ma dell’impegno quotidiano, della professionalità, delle competenze e del senso di responsabilità di chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento degli stabilimenti e la qualità delle produzioni. Non si possono celebrare risultati finanziari milionari e contemporaneamente negare un giusto riconoscimento a chi contribuisce concretamente a realizzarli».

Se i bilanci di Modine - azienda all’avanguardia nella gestione termica, con 788 dipendenti - rispecchiano il buon momento del comparto climatizzazione, i lavoratori del gruppo hanno vissuto un periodo non facile. E guardano con preoccupazione al piano di riorganizzazione industriale recentemente annunciato dal gruppo. Anche per questo Fiom e Fim chiedono un riconoscimento tangibile attraverso il premio di risultato. «Negli scorsi anni» rimarcano ancora Bassi e Porcaro, «i lavoratori hanno dovuto affrontare le difficoltà e i disagi derivanti dal ricorso agli ammortizzatori sociali. Quest’anno si è aggiunto un elemento di forte preoccupazione: l’annuncio da parte aziendale di un progetto di riorganizzazione, che ha generato incertezza costringendo molte persone a interrogarsi sul proprio futuro lavorativo e personale».

A sostenere la richiesta, come detto, ben 30 ore di sciopero, pacchetto che nei giorni scorsi ha già visto le prime sospensioni del lavoro.

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