Attacca Roglic e il Giro adesso s’infiamma

Lo sloveno vola in salita e stacca Evenepoel di 14”, bene anche gli Ineos. Domenica Evenepoel deve rispondere nella crono di Cesena

Antonio Simeoli
Roglic al traguardo di Fossinbrone con Thomas
Roglic al traguardo di Fossinbrone con Thomas

FOSSOMBRONE. Attenzione, attenzione. Primoz Roglic è tornato. Lo sloveno della Jumbo in una salita di meno di 4 km, i Cappuccini sopra Fossombrone, antico luogo di passaggio verso il mare, con le prime pendenze impegnative del Giro 2023, ha iniziato ufficialmente la sua corsa rosa mettendo alle corde e staccando il grande rivale Remco Evenepoel (Saudal Quick Step), apparso un po’ in difficoltà su pendenze a doppia cifra.

Quattordici secondi recuperati assieme al duo Ineos Geraint Thomas-Tao Geoghegan Hart, un’iniezione di morale enorme e un avvertimento al rivale: caro Remco, se ti stacco su una salita così cosa ti posso fare sulle Tre Cime di Lavaredo o sul Lussari dove le pendenze a doppia cifra sono di casa? Evenepoel incassa. «Non è stato il mio giorno migliore e non avrei dovuto rispondere così al suo attacco, mi servirà da lezione», ha detto.

Roglic ha fatto una primavera monastica in altura, non è sceso nemmeno per correre la Liegi Bastogne Liegi. Vuole questo Giro, sa che l’ultima settimana sarà dura.

Bean Healy all'arrivo
Bean Healy all'arrivo

E così domenica il campione del mondo nella crono di Cesena, 35 km piattissimi disegnati a sua immagine e somiglianza, dovrà cercare di guadagnare il più possibile. Anche se Roglic visto ieri contro il tempo non sarà quello dell’Abruzzo. Gli altri? Detto della coppia Ineos, ieri sono rimasti in zona podio tutti gli altri favoriti e in rosa pure il norvegese Andreas Leknessund (Dsm), per 8 secondi.
E la vittoria di tappa? A Sean Kelly e Stephen Roche, due irlandesi illustri che hanno fatto la storia del ciclismo, anche in Italia, sarà piaciuto molto quello che ha fatto il connazionale Ben Healy. Il classe 2000 della EF, secondo all’Amstel e quarto alla Liegi, insomma grande rivelazione alle Classiche, ha annusato l’aria al mattino, che sapeva di pioggia (evitata) e di fuga da lontano.

Si è scelto la compagnia giusta (bravo il tricolore Filippo Zana, Jayco, terzo) e l’ha mollata al primo passaggio della salita di Roglic. Quaranta km in fuga. Talento puro, anche se stilisticamente in bici non sarà il massimo. Altro vincitore di tappa “di nome” in un Giro che si corre anche risparmiando tempo prezioso.

Evenepoel all'arrivo con il gruppo Caruso
Evenepoel all'arrivo con il gruppo Caruso

Come hanno fatto venerdì, dopo il Gran Sasso, la Quick Step di Remco, la Bahrain Victorious della maglia ciclamino Jonathan Milan e la Bora di Alexander Vlasov. Elicottero noleggiato per evitare agli atleti un viaggio di due ore e mezza in hotel. L’Unione ciclistica internazionale non ha gradito: comportamento antisportivo e poco rispetto per l’ambiente. Roglic non c’era sull’elicottero. Ieri, per la prima volta in questo Giro, l’elicottero ce l’aveva nelle gambe.

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