“JohnnyPower” Milan, è secondo a Salerno
Il bujese sconfitto dall’australiano Groves. “Ma sono felice e voglio difendere la maglia ciclamino”. Poi il grazie al Friuli: “Grazie, continuate a fare il tifo per me”

SALERNO. Chiamatelo “Power Milan”. Sì, perchè il 22enne bujese della Bahrain Victorious dopo la tappa vinta domenica a San Salvo sulla costa adriatica quasi si ripete anche tre giorni dopo su quella tirrenica. Sul lungomare di Salerno, al termine di una frazione caratterizzata da pioggia, cadute, scivolate, trabocchetti vari di ogni genere causati da un asfalto da pista da ghiaccio, fa una volata con i fiocchi e viene battuto soltanto dall’australiano 24enne Kaden Groves, astro nascente delle volate della Alpecin.
Terzo Mads Pedersen nel 2024 radiomercato dice che sarà compagno del friulano alla Trek. Quarto? Alberto Dainese (Dsm), poi declassato dalla giuria, che, mentre i primi due sfilano a sessanta all’ora dopo l’arrivo, innesca una caduta che fa finire a terra Mark Cavendish (Astana), Andrea Vedrame (Ag2r), finito in ospedale, e Filippo Fiorelli (Bardani), che si schiantano sulle transenne spazzando via una mezza dozzina di telefoni cellulari tenuti imprudentemente dai tifosi “dentro” il teatro dello sprint. Signori, già correre in bici è pericoloso. Lasciate in tasca i cellulari per una volta e fidatevi della memoria, vedere la corsa con i propri occhi è bellissimo.

E Milan? Sorride a fine gara. Stravolto ma felice comunque «Ho cercato di prendere davanti lo sprint e ci sono riuscito grazie a un super lavoro del team – ci dice al telefono mentre il bus della Bahrain lo porta a Napoli – Conoscevo il finale, sapevo che dovevo tenermi alla larga dai pericoli. Groves è stato più bravo di me. Non cerco scuse, ma a un certo punto la ruota mi è slittata a causa di una striscia sull’asfalto. Ma sono soddisfatto».
Poi quel particolare. Milan ha fatto la volata tenendosi addosso la mantellina. Quindi non l’abbigliamento forse più aerodinamico sul filo dei settanta all’ora.
«È vero, ma ho preferito tenerla semplicemente perché avevo freddo e nel finale non era certo il caso di rischiare di perdere posizioni o di cadere per togliersi la mantellina». Anche questa si chiama lucidità. Ben oltre i 22 anni. Tra l’altro Jonathan durante la tappa aveva anche sprintato per i punti della maglia ciclamino battendo proprio il danese ex iridato Pedersen, un altro che sogna di indossare quella maglia a Roma a fine mese.
«La condizione? - prosegue il bujese – Nella tappa di Lago Laceno ho fatto fatica, ma ho recuperato bene le energie e verso Salerno ho fatto anche la volata al traguardo intermedio per i punti della maglia ciclamino cui tengo molto». Ora Johnny ha 92 punti, uno in più su Groves: che duello!

Gli riferiamo di come in Friuli tra gli appassionati ci sia una sorta di Milan-mania. Lui vola basso, ma determinato come sempre. «Grazie a tutti per il supporto, cerco di continuare così magari puntando a un’altra volata». Viareggio? Martedì dopo il giorno di riposo? «Niente programmi, prima di quel giorno ci sono tante tappe impegnative e tante salite», spiega. Era uno dei favoriti ieri Milan, ormai qui al Giro ha chiaramente cambiato la sua dimensione di corridore. Dal campione della pista con vista su strada, al campione della velocità a 360°. Arriva in sala stampa l’ex ct azzurro e ora commentatore Rai, Davide Cassani e ci dice sicuro: «Te l’avevo detto due anni fa che Johnny può diventare come Kittel». Sorride. Perché sa che ci aveva preso. E intano sul bus della Bahrain Victorious che viaggia in direzione Napoli – da dove oggi partirà la sesta tappa che si concluderà dopo un toboga sulla costiera amalfitana, sempre nel capoluogo partenopeo, ancora ebbro per il successo dello scudetto del Napoli – al giovane fuoriclasse di Buja fischiano le orecchie.
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