Dietro TopGanna c’è l’abisso azzurro.

Bene Cattaneo e Milan, così’ così Affini e Caruso 

Antonio Simeoli
Filippo Ganna in azione
Filippo Ganna in azione

ORTONA. Abazia benedettina di San Giovanni in Venere, poi l’omaggio ai Trabocchi con l’economia della zona magicamente cambiata da una pista ciclabile costruita al posto della vecchia ferrovia.

«Qui per anni era tutto abbandonato, poi la ciclabile ha cambiato questa costa», ha detto il proprietario di un trabocco ora trasformato in ristorante. Non è anche questa la magia del Giro? Che però esporta le meraviglie d’Italia, ma mette in vetrina i campioni altrui. Il bottino azzurro nella crono è magro. Filippo Ganna va forte, ma perde da Evenepoel per 22”, fallendo il terzo assalto alla rosa in una partenza del Giro, e dietro c’è pochino. Primo italiano dopo di lui è Mattia Cattaneo, 21° a 1’23” dal vincitore suo compagno di squadra alla Soudal Quick-Step per il quale ora dovrà lavorare.

Jonathan Milan con Davide Cassani
Jonathan Milan con Davide Cassani

Così come dovrà fare uno specialista come Edoardo Affini alla Jumbo per Roglic: ieri il mantovano è giunto 25° a 1’26”, sotto i suoi standard. Bravo all’esordio il fuoriclasse della pista Jonathan Milan, 22 anni e futuro come amico: 30° a 1’27”, un secondo meglio dal compagno di squadra alla Bahrain, Damiano Caruso, due anni fa secondo. E Lorenzo Fortunato (Eolo) e il 41enne Domenico Pozzovivo, teoriche speranze italiche di classifica? Uno 14° a 3’14”, l’altro 71° a 2’11”.

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