Ciak, si gira: coraggio italiani
Nella crono di apertura di sabato l’Italbici si gioca un carico da 90 con Ganna. E’ lui il pilastro del dopo Nibali

FOSSACESIA MARINA. La Costa dei Trabocchi è una meraviglia, specie quando è baciata dal sole. Quelle macchine da pesca in legno costruite su palafitte caratterizzano questo angolo di costa. Accanto a questi giganti tra le acqua, cari a D’Annunzio che lì chiamò “ragni colossali”, sabato 6 maggio il Giro d’Italia edizione numero 106 partirà a spron battuto con una cronometro velocissima e quasi piattissima di 20 km da Fossacesia Marina ad Ortona, su una ciclabile incantevole. Ma che Giro sarà quello al via oggi? Remco Evenepoel, il 23enne campione del mondo belga della Soudal QuickStep e lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo Visma) da settimane monopolizzano l’attenzione dei favoriti. Già oggi verranno allo scoperto i potenziali terzi incomodi, Geraint Thomas e Tao Geoghegan Hart (Ineos), Joao Almeida (Uae), Alexander Vlasov (Bora), ma la domanda, inevitabile al Giro d’Italia, mai quest’anno, primo del “dopo Nibali”, è la seguente: che ne sarà dei corridori italiani?
aggrappati a pippo

A volte accade, ciclisticamente ci sono degli anni “bui”, aspettiamo il ricambio generazionale: ecco le frasi che si sentono da anni, attorno al ciclismo italiano senza corridori da corse a tappe. Non resta, allora, che aggrapparsi, ancora una volta, al miglior cronoman del mondo: Filippo Ganna. Il 23enne della Ineos Grenadiers torna al Giro dopo due anni, e nelle prime due sue avventure in casa conquistò la maglia rosa al debutto, Palermo 2020 e Torino 2021. È chiaro, dopo il bel sesto posto alla Parigi Roubaix, il recordman dell’ora vuole ripetersi adocchiando anche l’altra corsa contro il tempo, quella di domenica 14 a Cesena. Oggi parte alle 16.37.
sfortuna ciccone
La miglior carta da classifica l’Italbici se l’è giocata dopo la Liegi quando Giulio Ciccone, 28 anni della Trek Segafredo, è stato fermato dal Covid. Era il più atteso, anche perché qui Giulio è di casa. Aveva corso una primavera alla grande, battagliando anche al Giro di Catalogna con Evenepoel e Roglic. Invece...

la carta fortunato
Invece le speranze dell’Italbici di avere un corridore nella top-ten, o meglio nella top five della corsa rosa il 28 maggio a Roma, sono riposte molto su Lorenzo Fortunato, il 26enne scalatore della Eolo due anni fa vincitore sullo Zoncolan e che ha un tifoso speciale nel conterraneo Alberto Tomba. Ha vinto in Spagna lo scorso fine settimana. Certo, per fare classifica, ha bisogno di continuità, ma molto altro non abbiamo se non affidarci a un paio di vecchietti.
pozzo e caruso
Che si chiamano Domenico Pozzovivo, highlander di 41anni, che con la Israel prova a stupire e, soprattutto Damiano Caruso, che va per i 36 anni, ma due anni fa fu splendido secondo dietro Bernal. Il siciliano della Bahrain Victorious è in crescendo di condizione, se va come due anni fa forse...
talento al servizio
È il ciclismo moderno, dei grandi squadroni in cui anche i talenti lavorano per il capitano, ma la cosa un po’ intristisce. Alla Uae Emirates, ad esempio, a sostenere il giovane Joao Almeida ci sarà il coetaneo di talento Alessandro Covi, vincitore un anno fa del tappone della Marmolada. Stessa cosa faranno al servizio di Evenepoel alla QuickStep due bei corridori come Davide Ballerini e Mattia Cattaneo mentre Faust Masnada, altro talento, è stato lasciato a casa proprio nel nome della missione di Remco.
cacciatori di tappe
Ma quei “ragni colossali”, da quelle macchine, si dice inventate addirittura dai Fenici, in questo angolo di paradiso si pescano pesci deliziosi. Insomma, il Giro d’Italia è lungo, le sorprese sono dietro l’angolo e chissà che dal cilindro dei corridori italiani non escano qualche bella vittoria di tappe e un bel piazzamento in classifica. Coraggio italiani, provateci. Buon divertimento.
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