Niente freno a mano, travolta e uccisa dall'auto

Pordenone, dramma in via Tessitura. Perde la vita Katia Matteo, impiegata di 38 anni

PORDENONE. Un freno a mano non completamente tirato. Una piccola, banale disattenzione dalla quale – per un susseguirsi di concause sfavorevoli – si è innescata una tragedia incredibile, che lascia sgomenti. Un destino crudele ha posto fine all’esistenza della 38enne pordenonese Katia Matteo, nubile, impiegata al Centro logistica distributiva Spedizioni internazionali.

La donna è stata schiacciata contro un muretto da un fuoristrada di oltre due tonnellate di peso, davanti alla casa dove abitava, al civico 24 di via Tessitura, in un appartamento situato al primo piano.

Alle 8.23 di oggi, 14 febbraio, l’ultima telefonata alla mamma, Francesca, prima di andare al lavoro. Quindi è scesa nel cortile dove si trova il garage e dopo aver messo in folle ha acceso il motore del fuoristrada Toyota Land Cruiser Vx Turbo a trazione integrale che nei giorni scorsi le aveva prestato proprio la madre per consentirle di portare la sua utilitaria in officina.

Lasciando il motore acceso, per fare in modo che si scaldasse, è scesa dall’auto e ha salito le scale che portano all’appartamento per finire di prepararsi.

Pochi secondi dopo, ha sentito un rumore metallico e ha visto il fuoristrada che si era mosso nella direzione del cancello (le cui ante si aprono verso l’esterno) sulla direttrice tra il garage, il cortile, e la ripida rampa d’accesso alla carreggiata di via Tessitura.

È corsa dietro al veicolo per cercare di evitare che finisse in strada e arrestarne la corsa ma il pesante mezzo ha continuato a retrocedere, acquisendo velocità.

Katia, indietreggiando, non si è probabilmente resa conto di trovarsi ormai a ridosso del muretto, dalla parte opposta della via rispetto al passo carraio da cui era uscito il veicolo. È stata così spinta dal fuoristrada contro il muretto. Lo schiacciamento ha subito provocato l’arresto cardiaco.

Pochi secondi dopo, un vicino di casa, Valentino Santarossa, è uscito di casa assieme alla moglie per andare a lavorare e ha visto la 38enne ancora incastrata tra il veicolo e il muretto. Mentre la moglie provvedeva a spostare il fuoristrada, Santarossa ha praticato a Katia un disperato massaggio cardiaco, ma il cuore era ancora fermo.

La donna si è quindi precipitata nella casa di Katia (la porta era rimasta aperta) e ha trovato il cellulare, chiamando la madre della 38enne che a sua volta ha chiamato l’altro figlio, Marco, il fratello di Katia. In quel momento erano le 8.30. Nel frattempo era giunto sul posto il 118.

L’équipe medica ha provato a rianimarla ma le condizioni della 38enne apparivano ormai disperate. Troppo grave ed esteso il trauma da schiacciamento e troppo lungo il tempo dell’arresto cardiaco. Katia è stata comunque trasportata a sirene spiegate all’ospedale di via Montereale e attaccata alle macchine. Poco dopo, però, è stato dichiarato il decesso.

L’impatto è avvenuto in corrispondenza dello spigolo posteriore sinistro della Toyota, che infatti appariva visibilmente danneggiato. Deformato anche il tubo metallico sulla parete del muretto, che scende da una piccola grondaia. Il 118 ha richiesto l’intervento dei carabinieri e dopo sono arrivati anche gli agenti della polizia locale che hanno iniziato i rilievi per ricostruire la dinamica.

Non è ancora chiaro se Katia abbia cercato di salire dentro l’abitacolo mentre il fuoristrada stava indietreggiando. Il fatto che l’urto sia avvenuto tra lo spigolo posteriore sinistro, e che dunque la 38enne si trovasse dietro la Toyota nel momento in cui si è verificato l’impatto, lascia supporre che abbia cercato di arrestarla da dietro, rimanendo all’esterno.

Lo spazio percorso è stato di una decina di metri ma la rampa d’accesso è piuttosto ripida e dunque il fuoristrada, in folle e senza l’azione frenante, deve aver acquisito una certa velocità rendendo vano qualunque tentativo di bloccarlo.

La Toyota Vx Turbo (anno di fabbricazione 1989) della mamma di Katia è stata posta sotto sequestro. Il procuratore facente funzioni Federico Facchin ha aperto un’inchiesta e affiderà a un ingegnere ausiliario di polizia giudiziaria l’incarico di eseguire una consulenza tecnica per valutare il funzionamento dell’impianto frenante.

Il magistrato ha disposto inoltre un’ispezione cadaverica esterna che è stata eseguita nel primo pomeriggio.

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