Danno paesaggistico a Claut: Comune costituito parte civile

CLAUT. Riprenderà venerdì, ma davanti a un giudice diverso, il processo che vede imputati un impresario e un tecnico di Cimolais. L’udienza dei giorni scorsi contro Livio Fabris e Armando Bruni è...

CLAUT. Riprenderà venerdì, ma davanti a un giudice diverso, il processo che vede imputati un impresario e un tecnico di Cimolais. L’udienza dei giorni scorsi contro Livio Fabris e Armando Bruni è slittata a venerdì quando il giudice del Tribunale di Pordenone, Andrea Scorsolini, deciderà quali prove ammettere. I due sono accusati di aver provocato un danno paesaggistico a Claut nel corso dell’esecuzione di alcune opere forestali. I fatti risalgono al 2012: l’azienda di Fabris avrebbe anche sottratto centinaia di tonnellate di inerti di proprietà del Comune. Con una serie di violazioni tecniche sarebbero state realizzate piste di accesso a fondi pubblici e privati mai inserite nei progetti e persino piazzole di scarico del pietrame poi da rivendere. I cantieri privi di autorizzazione avrebbero mutato i luoghi a tal punto che il Comune ha deciso di costituirsi parte civile nei confronti di Fabris. I due valcellinesi respingono le imputazioni sostenendo la conformità degli interventi a quanto previsto nel piano regolatore di Claut. La prima udienza si è tenuta di fronte al giudice Cozzarini che ha poi girato il fascicolo al collega Scorsolini.

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