Amianto, la discarica triplica la capienza. M5s: «Troppi rischi»

PORCIA. Il M5s di Porcia tiene gli occhi ben puntati sulla discarica di amianto di Croce Vial, nel quartiere di Sant’Antonio.
Se, da un lato, la situazione legata agli indennizzi dovuti dal gestore (la General Beton) per la presenza del sito è congelata, in attesa della sentenza del tribunale di Pordenone, dall’altro sono quasi ultimati i lavori di ampliamento che consentiranno lo stoccaggio negli anni a venire di ulteriori 300 mila metri cubi di materiale.
«L’ampliamento autorizzato – ha ricordato il consigliere comunale pentastellato Fabio Veronese nella serata sulle politiche ambientali di Porcia organizzata dal M5s – triplicherà il volume dei rifiuti contenenti amianto conferiti e andrà inevitabilmente ad aumentare il traffico pesante in un’area già stressata. I lavori di espansione del sito sono quasi finiti: terremo alta l’attenzione, coinvolgendo gli enti di controllo per far sì che attuino un monitoraggio continuo dell’aria, in particolare per il rilevamento dell’eventuale presenza di fibre di amianto nell'atmosfera».
L’asbesto, ricorda Veronese, è stato definito dall’Oms uno dei due principali agenti cancerogeni esistenti, assieme allo smog.
«La discarica di Sant’Antonio, così come il suo ampliamento autorizzato dalla Regione è un’imposizione calata dall'alto sulla testa dei cittadini di Porcia. Un grande contenitore di amianto che riceviamo in eredità, senza averlo deciso e della cui esistenza in molti sono ancora all’oscuro. Ricordiamo che l’allora sindaco Stefano Turchet abbandonò il tavolo tecnico della conferenza dei servizi, nel 2014, esprimendo il parere positivo del Comune all’ampliamento del sito».
Ad avere l'ultima parola sulla decisione di espandere l’area (un tempo di cava) deputata ad accogliere l’amianto dismesso era stata la Regione, che in un parere risalente a un paio d’anni fa dichiarava «compatibile con l’ambiente» il progetto dell’azienda che gestisce il sito, distante 700 metri dall'abitato di Ceolini.
Partita tutta aperta, al contrario, è quella del Comune di Porcia contro la stessa General Beton sulla questione delle indennità dovute alla presenza della discarica.
Il contenzioso tra le parti, nato nel 2014, si trascinerà sino al 4 novembre, giorno in cui è fissata, in tribunale, l’ultima udienza della controversia. Il municipio pretende dall’azienda circa 140 mila euro, calcolati dal 2008 (anno di apertura del sito) al 2012. Cifra alla quale vanno aggiunte le annualità successive.
Il sito, secondo le stime, dovrebbe rimanere operativo sino al 2022, anno in cui la discarica dovrebbe arrivare a saturazione.
In una recente seduta del consiglio comunale sono emersi nuovi dettagli sulla questione indennizzi: la ditta sarebbe stata disponibile a versare la quota dovuta per il 2014 – 21 mila euro –, ma alle proprie condizioni.
«Siamo i creditori, loro i debitori: non riteniamo siano nella posizione di dettare condizioni», sosteneva allora il vicesindaco Giuseppe Moras, informando che il Comune aveva già emesso nei confronti della General Beton l’ingiunzione al pagamento.
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