Immagini-choc per dire no alla carne

Ragazza “imbustata” nel cellophane e bambolotti fatti a pezzi. Incredulità e stupore tra i passanti

PORDENONE. Un essere umano esposto all’interno di un cellophane come fosse carne macellata al supermercato: è stata la manifestazione-choc dei gruppi di animalisti che ieri hanno avviato le iniziative per la Settimana per l’abolizione della carne.

Esposta nella vetrina di un negozio sfitto in piazza XX settembre, a pochi passi da piazzetta Cavour, un’attivista si è sistemata così come vengono posizionati i pezzi di carne macellata nei supermercati. Un’immagine scioccante per quanti, ieri mattina, passeggiavano in centro, tra le bancarelle del mercato e i negozi dello shopping. Occhi chiusi, quasi immobile, in un primo momento poteva parere un manichino: soltanto in un secondo tempo i passanti potevano accorgersi della “realtà” della ragazza che giaceva all’interno.

E se gli organizzatori (Animalisti Fvg, Lac, Lav e Oipa) volevano creare una situazione d’impatto, l’obiettivo è stato raggiunto. Le reazioni della gente sono state di stupore e incredulità. “Che senso”, “impressionante”, “che ci fa dentro quella lì?” e “ma è viva?” sono stati alcuni dei commenti una volta che ci si è resi conto che la ragazza era viva e vegeta, senza contare l’impressione che la scena destava nei bambini. «Mamma, ma è viva quella?», ha chiesto un bimbo passando accanto alla vetrina.

E a un certo punto, evidentemente in debito d’ossigeno, un volontario ha dovuto praticare un ulteriore buco sul nylon che la ricopriva per permetterle un’adeguata respirazione.

«Siamo tutti animali, umani e no – ha affermato Daniela Galeota, presidente di Animalisti Fvg –. L’esposizione degli animali è dovunque. In questo modo è come metterci nei loro panni. Per gli animali, questa è una realtà che esiste quotidianamente, in ogni minuto».

Oltre alla ragazza “imbustata”, nel negozio preso come vetrina dalle associazione per i prossimi giorni c’erano buste con bambolotti insanguinati e fatti a pezzi, slogan, striscioni, fotografie, nonché video di animali girati nei macelli che dimostrano le atrocità perpetrate per la loro uccisione, con tanto di audio delle urla della loro sofferenza.

«Se pensi che queste immagini possano turbare i tuoi figli – si legge sotto il monitor – pensa a come fermare tutto questo, non a come nascondere la verità».

Come spiegano le associazioni aderenti, le settimane mondiali per l’abolizione della carne hanno come scopo la promozione del dibattito politico intorno all’idea di abolire e condannare la produzione e il consumo di carne di esseri senzienti.

A Pordenone l’esposizione-choc con la carne umana in vetrina proseguirà anche oggi, mentre nei prossimi giorni ci saranno video e foto.

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