Il paese piange Edi Zanet: portava con sé la gioia

Su Facebook il cordoglio del circolo Ciani a nome di tutta la comunità. Non ancora fissati i funerali dell’infermiera deceduta martedì in un incidente

SEQUALS. «Intendiamo ricordare Edi con il sorriso e la gioia che sempre portava con sé, come socia attiva e fedele partecipante a tutte le manifestazioni e attività dell’associazione, ricoprendo anche per diversi anni la carica di segretario.

Un affettuoso pensiero a te, Edi, e un abbraccio ai tuoi familiari». E’ racchiuso nelle parole del direttivo del circolo culturale Giovanni Ciani, pubblicate sulla pagina Facebook del sodalizio, il cordoglio di tutta la comunità di Lestans per la scomparsa di Edi Zanet, l’infermiera di 54 anni deceduta martedì sera a causa di un incidente avvenuto a Spilimbergo lungo la regionale 464.

La notizia della morte della donna si è diffusa rapidamente in tutto il territorio comunale, e non soltanto: ha lasciando sconcertati quanti la conoscevano, nonché toccato le vecchie compagne di studi. Non erano pochi, i conoscenti di Edi Zanet, apprezzata da molti nell’arco della sua vita. Chiunque parli di lei oggi, ricorda prima di tutto la sua giovialità. Una serenità che trasmetteva a tutti quelli che la circondavano e che aveva saputo resistere e caratterizzare così tanto la sua personalità nonostante, come ricordato dagli amici, non avesse avuto un’infanzia spensierata.

Ultima di quattro fratelli - uno dei quali prematuramente scomparso - rimase orfana in tenera età e visse l’esperienza del collegio. Nonostante questo l’abbia tenuta lontana dal suo paese natio, rientrata a Lestans iniziò subito la sua attività all’interno del circolo Ciani, nel quale rimase attiva per tutti gli anni Ottanta. Il diploma in ragioneria, guadagnato con ottimi voti, le permise di inserirsi subito nel mondo del lavoro: all’azienda Sina di Spilimbergo prima, poi al cotonificio San Carlo di Borgo Ampiano.

Ma il suo percorso professionale non poteva dirsi ancora concluso. Maturò, infatti, un’altra vocazione, ovvero quella per le materie infermieristiche. Intraprese la scuola per infermieri di San Daniele del Friuli diplomandosi, anche in questo caso, con successo. «Era intelligente – ricordano gli amici – e molto determinata: se si metteva in testa un obiettivo, lo raggiungeva». Anche quando diventò mamma, non smise di offrire il suo tempo alla comunità, impegnandosi proprio nelle attività per i bambini, come il teatro e le feste in maschera. «Era un membro molto attivo nelle attività sociali – confermano quanti la conoscevano – con un carattere molto originale e la battuta sempre pronta».

Saranno sicuramente in molti, a partecipare alle esequie, la cui data deve ancora essere definita, vicini al marito Stefano, ai figli Michela e Gabriele, ai fratelli Glauco e Maurizio.

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