Mucillagini in mare, novellame delle vongole a rischio: le conseguenze del caldo sull’Adriatico

La preoccupazione di Gianni Stival, presidente nazionale del comparto che riunisce i produttori di vongole: «Ci vorrebbero dieci giorni di bora per salvare le produzioni»

Rosario Padovano
Un allevamento di mitilicoltura
Un allevamento di mitilicoltura

Mucillagini all’attacco di tutto il litorale soffocano sul nascere il novellame delle vongole assente da due anni per la grave moria che ha caratterizzato il litorale Alto Adriatico, una piaga da cui si sta faticosamente tentando di uscire. La denuncia è di Gianni Stival, presidente nazionale del Comparto di rete, ovvero il comparto che riunisce tutti i produttori di vongole a livello nazionale. Stival è molto categorico e dalle sue parole non trapela tanto ottimismo.

«La temperatura dell’acqua si è innalzata notevolmente, ci vorrebbero 10 giorni di fila di bora per cercare di ripulire tutto – ha spiegato Gianni Stival – ma non è così semplice».

La moria di questi anni è stata provocata anche dalle tonnellate di rifiuti e fango depositati in mare dai fiumi dopo gli episodi di maltempo. Un tempo a Nord Est le mareggiate erano due al massimo tre all'anno; oggi sono diventate più di una decina. Il cambio in atto sulle condizioni meteo non produce effetti benefici a breve termine. Le mucillagini infatti verrebbero cacciate via solo con vento da Est molto forte.

Da Monfalcone a Marano, da Lignano a tutto il comparto dell’Alto Adriatico le vongole sono morte da due anni. Non ce ne sono e sulle nostre tavole finiscono prodotti di ottima qualità, certamente, ma proveniente da fuori. La moria in atto è stata ripianata da misure straordinarie promosse dal ministero all’Agricoltura, per far fronte ai mancati introiti dei vongolari disoccupati.

«Ma da Lollobrigida ci vorrebbero nuovi altri aiuti e non possiamo richiederli ogni giorno per soddisfare il nostro comparto – ammette Stival – le misure straordinarie inizialmente ci sono servite». Le vongole che si mangiano a tavola si pescano nelle Marche o nel centro Italia o all’estero, si pensi all’ottimo mercato della vicina Croazia (anche per altre specie di pescato).

Dopo la semina, il novellame stava per emergere, fino a quando non è sopraggiunta la mucillagine. «Difficile è al momento quantificare quante vongole sarebbero state soffocate. Spero non molte. Queste alghe sono pericolose non si spostano solo a riva, indispettendo i bagnanti come sappiamo tutti, ma arrivano anche sui fondali, soffocando le piccole vongole appena nate. Il novellame di questa stagione non possiamo perderlo. Dobbiamo lavorare tutti assieme, dai vongolari friulani a quelli veneti, cercando di prevenire il soffocamento. La bora è una soluzione, ma ci vorrebbero 10 giorni di bora di fila, per far concludere questo fenomeno. Anche il prossimo inverno rischiamo di non avere vongole del Nordest in tavola».

Mercoledì 1 luglio è emerso da una ricerca, eseguita dal servizio Copernicus, che la temperatura del mare è complessivamente aumentata di 6 gradi. Allora qui non sono in pericolo solo le vongole appena nate, ma tutto il sistema – pesca dell’Alto Adriatico. Il rischio, sempre più concreto, riguarda l’arrivo possibile di nuove specie invasive come lo spauracchio del granchio blu che continua a mietere danni e paura. «Però se la bora fa il suo dovere – conclude Gianni Stival – il nostro mare trarrà solo benefici».

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