Corsa, spritz, cibo: la nuova frontiera del podismo conquista il Nordest

A Trieste gli allenamenti si chiudono con un aperitivo collettivo. A Padova, a settembre, quattrocento persone si sono svegliate prima del sole per correre quattro chilometri e fare colazione insieme

Andrea Dossi
Una immagine della Night Run, che tornerà il 30 ottobre come sempre in notturna, con partenza dalla Fiera di Padova
Una immagine della Night Run, che tornerà il 30 ottobre come sempre in notturna, con partenza dalla Fiera di Padova

Si corre di più, si corre diversamente: il podismo del Nordest ha cambiando pelle. Ventitremila pettorali esauriti tre mesi prima del via: la Venicemarathon, che domenica 25 ottobre festeggia la quarantesima edizione, ha chiuso le iscrizioni ad agosto.

Mille posti esauriti con quasi tre mesi di anticipo per la prima Tiramisù Run di Treviso. A Trieste gli allenamenti si chiudono con un aperitivo collettivo. A Padova, a settembre, quattrocento persone si sono svegliate prima del sole per correre quattro chilometri e fare colazione insieme.

Un Nordest di corsa

Sono segnali di un movimento in salute, ma soprattutto di un movimento che sta cambiando forma. Partiamo dai numeri, che esistono sebbene da leggere con cautela. Secondo l’Istat, nel 2024 il 32,6% dei veneti sopra i tre anni ha praticato sport con continuità, contro il 22,7% del 2001; la sedentarietà è scesa al 21%, il dato migliore dell’ultimo decennio. In Friuli Venezia Giulia i praticanti continuativi sono il 28% e i sedentari il 21,5%, contro il 25,2% del 2019, dopo l’altalena degli anni pandemici: i praticanti regolari friulani erano scesi al 24,2% nel 2021.

Sul fronte federale, il Veneto contava nel 2023 oltre 570 mila tesserati, il 18,9% in più rispetto a prima della pandemia; l’atletica leggera, con 31 mila tesserati, è il sesto sport della regione. Il Covid ha lasciato il segno, con un calo del 5,3% dei tesserati nel 2020, ma il recupero è stato rapido: +25,6% fra il 2020 e il 2023. La crescita non è stata uguale ovunque.

Padova e Treviso boom

Padova segna un +38,1% sul 2019 e Treviso, la provincia veneta con più tesserati in assoluto (oltre 125 mila), un +30,5%. Belluno, invece, nel 2023 era ancora sotto del 14% rispetto ai livelli prepandemici. C’è però un limite: nessuno sa con precisione quanti siano i podisti.

La Fidal non riesce a isolare il dato della corsa su strada da quello dell’atletica, e una parte consistente delle manifestazioni passa dagli enti di promozione sportiva o dalla Fiasp, con le marce ludico-motorie della domenica. Molti runner non sono tesserati affatto. Il fenomeno, insomma, vive in buona parte fuori dalle statistiche. Un indizio arriva dal rapporto “Lo sport nel Veneto” della Regione: negli anni del Covid, con gli impianti chiusi, sono calati gli sportivi regolari ma sono cresciuti quelli occasionali e chi si muoveva all’aperto.

Le lunghe distanze

Il dato più interessante, però, smentisce in parte l’idea che le lunghe distanze siano in crisi. La Venicemarathon è passata dai 17.500 iscritti del 2024 ai 23.000 di quest’anno, con il record di 10.000 nella sola maratona, oltre il 41% di donne e più della metà degli iscritti dall’estero. La Padova Marathon ha superato i 6.000 iscritti alle prove agonistiche, con circa 40 mila persone nelle stracittadine.

Le grandi gare non arretrano: semmai sono diventate contenitori di tanti eventi diversi, dalla 10 km alla corsa per famiglie. Accanto a loro, e non al loro posto, crescono format nuovi. Il primo filone è quello degli orari insoliti.

Le corse notturne

Di notte: il Venice Night Trail porta fino a 6.000 persone su 51 ponti con la lampada frontale, la Padova Night Run del 30 ottobre attraversa il centro al buio con un tetto di 3.000 partecipanti, il Treviso Urban Trail parte alle 21 dal Bastione San Marco. All’alba: la “5 alle 5” di Treviso e di Caorle, la Breakfast Run di Padova. Il secondo filone è il legame con il territorio e la tavola.

Il Delicious Trail Dolomiti di Cortina trasforma i ristori in piatti firmati dagli chef dei rifugi. Il Trail del Prosecco Superiore di Pieve di Soligo coincide con lo Spiedo Gigante e sostituisce il pasta party con un buono per la sagra. Il Prosecco Running Festival di dicembre attraversa le cantine delle colline Unesco.

Sul Carso la Corsa della Bora rifornisce i runner con formaggi, salumi e Terrano, mentre il Trail della Grotta Gigante fa tagliare il traguardo dopo una discesa a 110 metri sotto terra: 300 posti esauriti, e altri 50 bruciati in tredici minuti. Terzo elemento, la socialità. A Padova Corri X Padova riunisce migliaia di persone ogni giovedì sera da ottobre a giugno, dal 2010.

A Trieste c’è chi chiude l’allenamento con l’aperitivo. Il cronometro passa in secondo piano: molte di queste prove sono aperte dai 16 anni senza tesseramento né certificato agonistico (meno costi). La quantità di offerta podistica nel Nordest non manca, ma è cambiato ciò che i runner cercano: non solo un cronometro da migliorare, ma un’esperienza da raccontare. Per i territori è un’occasione: secondo la Regione Veneto, la filiera dello sport vale quasi 8 miliardi di euro, fra effetti diretti e indotto.

Nel 2025 la Venicemarathon ha generato un indotto stimato in oltre 13 milioni, e la Corsa della Bora porta centinaia di atleti negli alberghi triestini in piena bassa stagione. La corsa è diventata un modo di visitare un luogo. E il Nordest, tra montagna, colline, laguna e Carso, ha paesaggi in abbondanza da offrire.

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