Antitrust, chiusa l’istruttoria su Dolomiti Superski: 30 milioni per rimborsi e voucher. Ecco chi ne ha diritto

L’Antitrust accoglie gli impegni di Dolomiti Superski e dei dodici Consorzi di valle: stanziati 30 milioni di euro. Coinvolti anche Cortina, Civetta e Arabba-Marmolada

Alessandro Michielli
La ski area delle Tofane
La ski area delle Tofane

Chi ha acquistato uno skipass vallivo giornaliero o plurigiornaliero nelle Dolomiti nelle ultime tre stagioni invernali potrà ottenere un rimborso oppure uno sconto sui prossimi acquisti, seguendo determinate regole. Sul tavolo ci sono complessivamente 30 milioni di euro, messi a disposizione nell'ambito degli impegni assunti da Federconsorzio Dolomiti Superski e dai dodici Consorzi di valle dopo l'istruttoria avviata dall'Antitrust nel luglio del 2025.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di chiudere il procedimento accogliendo gli impegni presentati dal sistema Dolomiti Superski. L'indagine riguardava una presunta intesa anticoncorrenziale relativa alla determinazione dei prezzi degli skipass di valle e ai limiti imposti ai singoli Consorzi nella vendita dei titoli attraverso soggetti terzi.

Rimborsi e voucher: come ottenerli

La misura che interessa direttamente gli sciatori riguarda chi ha acquistato skipass vallivi giornalieri o plurigiornalieri nelle stagioni 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025.

I clienti potranno scegliere tra due forme di ristoro: un voucher pari al 30% della spesa sostenuta, da utilizzare per futuri acquisti, oppure un rimborso diretto pari al 20% di quanto pagato.

Per finanziare l'operazione sono stati messi a disposizione 30 milioni: 18 milioni per i voucher e 12 milioni per i rimborsi in denaro.

Le modalità concrete per presentare le richieste non sono ancora indicate nel dettaglio. L'Antitrust invita gli interessati a controllare i siti di Dolomiti Superski e dei singoli Consorzi di valle. Informazioni dovranno essere pubblicate anche alle casse fisiche dei comprensori.

Coinvolte anche le piste bellunesi

Tra i dodici Consorzi interessati ci sono anche alcune delle principali aree sciistiche venete: Cortina d'Ampezzo-San Vito di Cadore-Auronzo/Misurina, Civetta e Arabba-Marmolada.

Fanno inoltre parte del sistema Plan de Corones-Kronplatz, Alta Badia, Val Gardena-Alpe di Siusi, Val di Fassa-Carezza, Alpe Lusia-San Pellegrino, 3 Zinnen Dolomites, Val di Fiemme-Obereggen, San Martino di Castrozza-Passo Rolle e Rio Pusteria-Bressanone.

L'indagine dell'Antitrust

L'istruttoria era stata aperta il primo luglio 2025. Nel mirino dell'Autorità erano finite alcune norme dello statuto del Federconsorzio che, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbero potuto limitare la concorrenza sotto due profili.

Il primo riguardava il modo in cui venivano definiti all'interno di Dolomiti Superski i prezzi degli skipass dei singoli Consorzi di zona. Il secondo interessava invece le restrizioni poste ai Consorzi vallivi nella possibilità di vendere i propri skipass attraverso operatori terzi.

Per rispondere ai rilievi dell'Antitrust, Federconsorzio e i dodici Consorzi si sono impegnati, anche modificando lo statuto, a eliminare per il futuro qualsiasi forma di coordinamento delle politiche di prezzo e di distribuzione degli skipass vallivi.

La chiusura con impegni significa che il procedimento si conclude attraverso le misure proposte dagli operatori per superare le criticità concorrenziali sollevate dall'Autorità, senza arrivare a un accertamento definitivo della violazione ipotizzata.

Ai 30 milioni destinati a rimborsi e voucher si aggiunge inoltre l'impegno a mantenere per le prossime cinque stagioni invernali alcune promozioni e agevolazioni già previste sul super-skipass Dolomiti Superski, per un valore stimato in circa 20 milioni di euro.

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