Sospette infezioni da muffa in Oncoematologia pediatrica: cinque bambini colpiti, reparto trasferito
L’Azienda Ospedale Università di Padova ha spostato l’intero reparto dal Salus Pueri alla vecchia oncoematologia. L’ipotesi è che il fungo possa essersi depositato nelle bocchette di aerazione, infettando alcuni bimbi immunodepressi. L’Azienda: «Criticità impiantistica, ora approfondimenti»

Il dubbio aveva cominciato a serpeggiare tra gli operatori da qualche giorno, con quella febbre che aveva iniziato a diffondersi improvvisamente tanto quanto senza un motivo apparente tra i piccoli pazienti dell’oncoematologia pediatrica. Da qui le prime indagini alla ricerca di risposte per quelle domande che si facevano strada man mano che il malessere si diffondeva.
E venerdì 9 ottobre l’Azienda Ospedale Università di Padova, in via del tutto precauzionale, ha deciso di trasferire l’intero reparto dal sesto piano della nuova pediatria, il Salus Pueri, nella vecchia oncoematologia, in attesa di individuare e definire gli interventi necessari.
Sul banco degli imputati ci sarebbe l’aspergillus, una muffa onnipresente nell’ambiente e sostanzialmente innocua in condizioni di salute normale. Ma essendo qui ricoverati pazienti particolarmente fragili - immunodepressi -, i rischi cambiano radicalmente. In questi casi, infatti, può dare origine a infezioni.
L’infezione
Avrebbe cominciato a propagarsi la settimana scorsa, arrivando a colpire fin qui almeno cinque bambini, immediatamente presi in carico e trasferiti nella sottostante terapia intensiva sia per somministrare loro le cure necessarie che per isolare i piccoli pazienti mano a mano che manifestavano sintomi.
Sebbene durante queste nuove cure i piccoli abbiano dovuto saltare le terapie per cui erano ricoverati, nessuno di loro è stato in pericolo di vita e, attualmente, sono tutti in via di miglioramento. Non a caso, sul punto ci sarebbe stato un dibattito acceso sulla necessità, o meno, di trasferire i venti pazienti. Alla fine ha prevalso la linea della precauzione e la volontà di garantire i piccoli malati.
Le ipotesi
Tra le ipotesi, ancora tutte da confermare, c’è quella che l’aspergillo possa essersi depositato nelle bocchette dell’impianto di aerazione delle stanze. Ma anche l’eventualità che ad aprire la strada alla muffa possano essere stati i lavori nel vicino reparto dei trapianti. Per avere la certezza, serviranno tuttavia ulteriori riscontri sui campionamenti ambientali e sull’estensione della contaminazione, nonché sui bimbi.
La soluzione
Dal canto suo, la direzione dell’Azienda Ospedale Università ha fatto sapere che nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale pediatrico Salus Pueri «è stata riscontrata una criticità impiantistica che richiede approfondimenti tecnici per individuare le cause e definire gli eventuali interventi necessari. Lo svolgimento delle verifiche necessita dei locali liberi, per questo è stato disposto in via prudenziale il trasferimento temporaneo dei pazienti attualmente ricoverati presso i locali della precedente oncoematologia pediatrica. La decisione si inserisce in un percorso di gestione preventiva e responsabile della situazione con l’obiettivo di tutelare i pazienti ricoverati e garantire la continuità assistenziale e terapeutica».
In queste ore sono quindi in corso le operazioni di messa a punto e pulizia - a partire dai filtri - della vecchia struttura, chiusa ormai da un anno, quando cioè è stata inaugurata la nuova pediatria. Il trasferimento dovrebbe iniziare indicativamente lunedì: il vecchio edificio dovrebbe accogliere i piccoli pazienti per il periodo necessario a ripristinare le condizioni adeguate garantendo la continuità delle cure.
Un processo tutt’altro che automatico: si tratta infatti di trasferire i macchinari e rimetterli in funzione, oltre che garantire le condizioni di trasferimento adeguate per i malati. L’operazione, tuttavia, può essere programmata poiché non ha i requisiti dell’urgenza: i piccoli pazienti sono comunque già stati messi in condizioni di sicurezza.
Il tema
Questo incidente ripropone un tema a lungo dibattuto nei primi mesi di attività della nuova pediatria. «Stiamo aspettando di capire con chiarezza cosa sia successo», commentano a caldo Luigi Spada e Tiziana Marullo della Uil Fpl, «tuttavia non è la prima volta che si registrano dei disservizi nella nuova pediatria. Quello che andiamo dicendo fin dall’apertura del Salus Pueri, che ribadiamo essere un’opera fondamentale per i piccoli pazienti, è che si è corso troppo e che dopo decenni di attesa ci si poteva prendere qualche mese in più di tempo per sistemare bene le cose e aprire con calma».
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