Morto Franco Carini, l’uomo dei delfini di Gardaland

Artista e pioniere del divertimento, aveva 84 anni ed è stato il volto dello spettacolo dei delfini al parco di divertimenti sul Garda e delle animazioni, dall’assalto al trenino alle sparatorie nel Rio Bravo. L’incidente in deltaplano e il salvataggio

Nicola Cesaro
Franco Carini in una foto storica con i suoi delfini
Franco Carini in una foto storica con i suoi delfini

Per tutti era l’uomo dei delfini. Poi quello degli assalti al treno, e ancora quello delle sparatorie nel Rio Bravo. Una figura poliedrica, un volto rimasto impresso in chissà quante generazioni di bambini e non solo. Si è spento a 84 anni un artista e pioniere del divertimento, quel Franco Carini a cui sono legati tanti anni di storia di Gardaland, il parco più noto e amato d’Italia, ma soprattutto tantissimi ricordi e sorrisi.

Carini viveva a Salionze, frazione di Valeggio sul Mincio, ma era emiliano d’origine, della provincia di Piacenza. E’ mancato nella mattina di lunedì 26 gennaio.

«Papà si era inventato letteralmente un mestiere dal nulla», racconta la figlia Sinta, «Era nato in un piccolo paesino emiliano da genitori contadini, e da lì se ne era andato per cercar fortuna. Si era avvicinato da giovanissimo al mondo del circo, inizialmente dedicandosi ai cavalli. E’ da quel rapporto con gli animali che è nato quello con i delfini, con cui ha imparato “a parlare” da vero autodidatta, dote che ha condiviso con il pubblico di Gardaland per tanti anni e con grande passione».

Carini in una foto più recente
Carini in una foto più recente

«Oggi perdo un amico e un fratello e Gardaland perde uno dei suoi veri artisti», ricorda Giorgo Tauber, “papà” di Gardaland di cui fu direttore generale dagli anni Settanta al 1996, «Franco era con me il quel 19 luglio 1975, giorno dell’inaugurazione del parco, e fu con me in tutti i mesi precedenti: ne impiegammo nove per realizzare quel nuovo mondo e devo essere sincero, se non ci fosse stato lui avrei avuto grosse difficoltà».

Franco fu uno dei primi artisti di Gardaland: «Impossibile non conoscerlo per chi ha vissuto i primi anni del parco», sottolinea Daniele Celva, animatore di una delle più importanti community legate a Gardaland, «Era di fatto l’uomo dei delfini, prima che venisse realizzato il Palablù, il delfinario “fisso” del parco». Baffo, capelli lunghi e fascia per capelli alla Borg: quella figura così carismatica compare in migliaia di foto ricordo dell’epoca.

«Ma Franco fu fondamentale soprattutto per le prime animazioni “di quartiere” del parco: era lui che, assieme ad altri, metteva in scena le finte sparatorie nel far west del Rio Bravo», continua ancora Celva. «Come non dimenticare poi l’assalto al trenino da parte dei banditi, sempre opera e idea sua», incalza Tauber, «era lui poi che sceglieva i visitatori, li faceva prigionieri e li portava in prigione, per liberarli poi solo durante gli spettacoli». Chissà, andando indietro con la mente e riaccendendo ricordi spenti, qualcuno potrà ricordarsi di essere stato proprio uno di quei prigionieri.

L’epopea di Carini si affievolì solamente dopo un incidente in deltaplano, una delle grandi passioni dell’84enne emiliano: «Finì in acqua proprio a poca distanza da Gardaland», ricorda ancora Tauber, «e si salvò per il suo atletismo e perché mettemmo sotto sopra l’ospedale di Verona per garantirgli le migliori cure».
Il suo nome è ovviamente tra quelli celebrati l’anno scorso, anno del cinquantesimo di attività di Gardaland.

Aveva viaggiato tantissimo: si era stabilito a Salionze dopo tanti anni vissuti tra Santo Domingo e Miami. «Appena un mese fa mi aveva chiesto di poter tornare a vedere il piccolo borgo in cui era nato e cresciuto, e siamo riusciti ad accompagnarlo», ricorda Sinta.

L’eredità affettiva di Franco è anche un’eredità professionale: la figlia Sinta lavora ancora oggi nel mondo dei parchi di divertimento, i figli Oscar e Jacqueline – dopo quell’incidente in deltaplano – erano diventati al suo posto i responsabili e i volti del delfinario di Gardaland. Carini lascia anche i figli Franco, Paul e Rachele, oltre alla moglie Antonella. Il funerale verrà celebrato giovedì alle 15.30 nella chiesa di Calvacaselle, frazione di Castelnuovo del Garda.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto