Lo scienziato trevigiano sopravvissuto alla strage dei sub alle Maldive
L’Università di Genova conferma: Stefano Vanin, noto entomologo forense di origini venete, è in buone condizioni fisiche ma provato psicologicamente dopo la tragedia alle Maldive. Anche lui partecipava alla missione dei sub

«Sta bene» ma è psicologicamente provato Stefano Vanin, trevigiano di Villorba, professore associato di Zoologia dell’Università di Genova, che si trova a bordo della Duke of York, la nave coinvolta nella spedizione alle Maldive durante la quale cinque cittadini italiani hanno perso la vita in un’immersione subacquea. Lo rende noto l’ateneo, precisando di essere in costante contatto con il docente.
Stefano Vanin, dal settembre 2019 è professore associato all’Università di Genova dove dirige il Forensic Lab for Entomology and Archaeology (FLEA).
Dal 1997 si occupa di entomologia forense, con attività su numerosi casi di cronaca nazionale, e negli ultimi anni ha sviluppato anche studi di archeoentomologia funeraria e cronobiologia degli insetti.
Anche lui era presente alla spedizione nell’atollo di Vaavu alle Maldive. Stava lavorando a un campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario,
Le ricerche alle Maldive
Proseguono intanto le operazioni di recupero dei corpi dei cinque italiani deceduti nell’area dell’atollo di Vaavu, vicino all’isola di Alimathà. Finora è stato recuperato un solo corpo, mentre gli altri quattro risultano ancora dispersi.
Le condizioni meteo avverse stanno complicando le operazioni: vento forte e mare mosso rendono rischiosa l’attività dei sommozzatori, impegnati in una grotta a circa 60 metri di profondità, poco conosciuta anche dalle autorità locali.
L’ambasciatore italiano in Sri Lanka, competente anche per le Maldive, è arrivato a Malé e segue da vicino il coordinamento dei soccorsi con la Guardia costiera.
L’incidente
Il gruppo si era immerso giovedì mattina in una grotta con ingresso a circa 50 metri di profondità. L’allarme è scattato dopo circa un’ora e 45 minuti di mancato rientro. Sulla vicenda è aperto anche un fascicolo della Procura di Roma.
L’Università di Genova ha precisato che la missione scientifica autorizzata prevedeva esclusivamente attività in superficie o snorkeling e non immersioni subacquee, considerate ad altissimo rischio e non autorizzate nell’ambito del progetto.
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