“Le Università per Giuio Regeni”: il mondo della ricerca si mobilita tra proiezioni e dibattiti

L’iniziativa è promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo e vedrà la partecipazione dei genitori di Giulio

Lo striscione che era appeso nella sede centrale dell’Università di Trieste
Lo striscione che era appeso nella sede centrale dell’Università di Trieste

A 10 anni dalla morte del giovane ricercatore in Egitto, gli atenei del Friuli Venezia Giulia aderiscono a “Le Università per Giuio Regeni”, con la proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo” di Simone Manetti, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni. L’iniziativa è promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo.

Si comincia l’8 maggio (Teatro Miela ore 16) con la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, nell’ambito del festival Scienza e Virgola. La proiezione sarà accompagnata da una conversazione sulla storia di Giulio e sulla libertà di studio e ricerca, alla quale sono attesi anche i genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni con l’avvocata Alessandra Ballerini.

«Per la Sissa aderire a questo progetto è una scelta naturale e doverosa – afferma il direttore Andrea Romanino – ricordare Regeni in un contesto universitario significa riaffermare con fermezza che la libertà di studio e di ricerca non può esistere senza la tutela dei diritti fondamentali». Il 26 maggio alle 15 l’ateneo di Udine proietterà il documentario nell'auditorium della Biblioteca scientifica.

Saluti iniziali del rettore Angelo Montanari, previsto un dibattito con, fra gli altri, Gabriele Nissim, storico, saggista e giornalista. Il giorno successivo “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo” sarà proiettato alle 15 nell’Aula Magna dell’Università di Trieste.

«Aderendo all’iniziativa la comunità dell’Università di Trieste vuole ricordare Regeni come simbolo della libertà di ricerca, continuando a chiedere verità e giustizia per la sua morte – afferma la rettrice Donata Vianelli – la sua tragica vicenda ha innescato un processo virtuoso che ha portato il nostro ateneo a dotarsi di strumenti per migliorare la sicurezza di chi si reca all’estero in aree a rischio come le Linee Guida per la sicurezza in zone a rischio geo-politico e socio-sanitario del personale delle Università, adottate a livello nazionale da tutte le università pubbliche». Prevista la partecipazione dei genitori di Regeni.

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