Mamma e bimbo morti annegati nel laghetto: ipotesi gesto volontario
La procura di Rovigo apre un’indagine per omicidio e si concentra sull’ipotesi più probabile dell’omicidio-suicidio. Lunedì l’autopsia sui due corpi

La Procura di Rovigo ha aperto un’indagine per omicidio sulla tragedia di Castelguglielmo, dove sabato sono stati rinvenuti i corpi di una donna e di un bambino, morti annegati in un laghetto artificiale. Ma è l’ipotesi dell’omicidio-suicidio quella ritenuto più verosimile dagli inquirenti: la donna si sarebbe uccisa portando con sé il suo piccolo di 15 mesi.
«L’abbiamo vista, non sembrava né agitata, né disperata, né in lacrime. Semplicemente, una giovane donna che faceva una passeggiata con il suo bimbo».

Queste le testimonianze delle persone che, sabato, verso l’ora di pranzo, hanno incontrato Chen Yan, 39 anni e Chen Wang Lei, il suo figlioletto. Di lì a poco, i loro corpi sarebbero stati ripescati dalle acque dell’invaso artificiale tra via Boalto a Levante e via Perarolo, nella zona industriale di Castelguglielmo. Un punto che mamma e piccolo, il secondo in passeggino, avrebbero raggiunto partendo dall’abitazione di Presciane, dove vivevano con i nonni materni.
La famiglia, viene descritta piuttosto chiusa, quasi sconosciuta, per quanto difficile da credere possa essere in una frazione di alcune centinaia di anime. Non risultano problemi particolari.
Sul movente di un gesto estremo come quello ipotizzato dagli inquirenti, in paese circolano voci, frammentarie e non confermate, secondo cui la donna potesse soffrire di depressione. Ma si tratta, appunto, di indiscrezioni, mentre sembra certo che la famiglia non fosse seguita dai servizi sociali.
Oggi, in Procura, verrà conferito l’incarico per l’autopsia.

“La Procura della Repubblica di Rovigo procederà - spiega la nota stampa del procuratore Manuela Fasolato - in procedimento a carico di ignoti per l’ipotesi di reato di omicidio, al conferimento di incarico per consulenza medico legale autoptica in data di lunedì (oggi, ndr) in relazione al ritrovamento in data 28/3/26 in Castelgugliemo, nelle acque di un invaso artificiale, di due corpi senza vita, identificati per mezzo dei Carabinieri di Castelguglielmo, delegati alle indagini”.
“Per recuperare i corpi - prosegue la ricostruzione degli inquirenti - sono intervenuti i vigili del fuoco e i sommozzatori, i quali hanno inoltre scandagliato il fondale per verificare ogni aspetto utile alle indagini. All’esito dell’espletamento della autopsia, incarico che viene conferito con le garanzie della difesa essendo atto irripetibile, saranno chiarite le esatte cause, la natura e il tempo del duplice decesso”. —
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








