Benvenuta al mondo Iris, simbolo della ricostruzione: è la prima nata a Versa dopo l’alluvione

I genitori giunti da Trieste nel 2024: «Non ci siamo pentiti della scelta di vivere qui. La tragedia ci ha sottratto l’auto e i mobili. Nei momenti più duri abbiamo lasciato casa»

Edo Calligaris
Iris, la prima nata dopo l’alluvione a Versa
Iris, la prima nata dopo l’alluvione a Versa

La storia insegna che nel dolore e nel bisogno le comunità, soprattutto quelle piccole, si compattano rinsaldando i valori più veri che guidano la loro vita quotidiana, ovvero quelli della fratellanza, della solidarietà reciproca e dell’amicizia più genuina, facendo proprie anche le gioie degli altri.

È successo anche a Versa, frazione di Romans d’Isonzo, con l’alluvione del 17 novembre scorso, un evento di estrema gravità che ha materialmente distrutto i sacrifici di tante persone, ma che nel contempo ha rinvigorito in paese un forte legame sociale del quale tutti, nella località, si sentono particolarmente orgogliosi.

E, come per incanto, in questi giorni il paese ha vissuto un lieto evento, giunto quasi a voler sancire una sorta di rinascita collettiva. Due giorni fa, infatti è nata Iris, la prima dopo l’alluvione.

Sospesi, un mese dopo l’alluvione: vite e storie di chi ha perso tutto

«Un fiore che spunta dal fango – commenta il locale Comitato cittadini di Viarsa –. Un fiore che è simbolo dell’arcobaleno che colora il cielo dopo tanta pioggia. Nessuna alluvione può sommergere il coraggio di ricominciare. Benvenuta Iris, simbolo di rinascita e di speranza. Il Comitato di Versa augura ai genitori Edoardo e Sara un nuovo inizio pieno di amore. Tutto il paese è con voi», conclude il sodalizio.

Iris è nata domenica primo marzo alle 22.30 all’ospedale Santa Maria Misericordia di Udine. Gode di ottima salute e pesa 3 chilogrammi. I genitori, Sara Sciuca e Edoardo Biagiotti, provenienti da Trieste, sono giunti a Versa nel maggio del 2024.

«Cercavamo la pace e il contatto la natura e la natura si è mostrata in tutta la sua completezza», racconta il papà sorridendo, pensando alla tragica vicenda alluvionale.

«Stavamo ultimando la casa in via Gorizia – aggiunge – in attesa di Iris ed invece prima di lei è giunta l’alluvione a sottrarci un po’ tutto, dall’auto ai mobili, come tanti altri nostri compaesani».

«In ogni caso – sottolinea Edoardo guardando al futuro –, nonostante tutto ciò che è successo, siamo felicissimi della nostra scelta e non ci siamo minimamente pentiti d’aver scelto di vivere a Versa. Il triste evento ci ha fatto conoscere una comunità meravigliosa e scoprire quel mondo del volontariato rappresentato da tante persone giunte da ogni luogo per aiutarci a ripulire il tutto e a ripartire. È stata una brutta esperienza ed un momento pesante – aggiunge il neopapà – ma che alla fine ci ha reso persone molto felici. Nei momenti più duri, abbiamo lasciato la casa per 7 giorni trasferendoci a Trieste. Io dovevo venire da solo a pulire perché Sara è ritornata a Versa il giorno dopo l’alluvione ma è arrivata subito un’ ambulanza a prelevarla poiché c’era il rischio di malattie e lei essendo al sesto mese rischiava un’infezione. Non appena abbiamo riparato la caldaia siamo rientrati, se non sbaglio, 8 giorni dopo».

Nel frattempo, allargando il quadro, il sindaco di Romans d’Isonzo Michele Calligaris conferma che, nel dopo alluvione, le domande di risarcimento dei danni raccolte e accolte dal Comune di Romans, con i suoi 17 dipendenti messi a dura prova in quanto si sono inizialmente accollati l’intero lavoro, sono state 399.

Lo stesso primo cittadino ha fatto pure presente che le donazioni di materiali vari sono state tantissime, mentre la raccolta fondi con Iban bancario ha permesso di raccogliere circa 430 mila euro.

Una somma che, come ha invece evidenziato il vicesindaco Matteo Gargaloni, permetterà di assegnare mille euro a ognuno dei 154 nuclei familiari residenti a Versa, mentre la somma restante verrà redistribuita in base a quanto dichiarato dagli interessati sui diversi modelli che indicheranno le spese sostenute singolarmente con regolare fattura.

In tale contesto è stato pure segnalato che diverse famiglie per mancanza di denaro non hanno potuto acquistare i beni perduti per cui se la Regione non provvederà ad anticipare loro delle somme i danni rimarranno a loro carico.

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