Alex Schwazer positivo all’Epo, sospeso dalla Nada: nuove accuse di doping. Lui: «Sono innocente»

Bufera su Alex Schwazer tesserato con l’Atletica San Biagio (Treviso). L’Agenzia antidoping tedesca (Nada) ha sospeso il marciatore azzurro dopo una presunta positività all’Epo riscontrata ai Campionati tedeschi di marcia. La replica dell’atleta: «Non mi difenderò. L'unica cosa che chiederemo è la controanalisi»

Alex Schwazer sospeso per doping: la NADA annuncia una nuova positività all’Epo
Alex Schwazer sospeso per doping: la NADA annuncia una nuova positività all’Epo

La NADA, l’Agenzia nazionale antidoping tedesca, ha annunciato l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del marciatore altoatesino Alex Schwazer, attualemente tesserato con l’Atletica San Biagio (Treviso), e la sua sospensione temporanea dopo una presunta positività all’Epo riscontrata durante i Campionati tedeschi di marcia su strada del 26 aprile.

Nel comunicato ufficiale, la NADA spiega di aver avviato «un procedimento di gestione dei risultati» nei confronti dell’atleta per una possibile violazione delle norme antidoping. L’agenzia ha inoltre reso noto di aver imposto una sospensione cautelare e di aver presentato una denuncia alla procura competente.

La nota 

La nota ufficiale: “L'Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA) ha avviato un procedimento di gestione dei risultati, ai sensi del Codice mondiale antidoping (WADC21)/Codice nazionale antidoping tedesco (NADC21) e del regolamento antidoping della Federazione tedesca di atletica leggera (DLV), nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer per una possibile violazione delle norme antidoping”.

Secondo quanto riferito, «la sostanza eritropoietina (Epo) è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell’atleta» prelevati in occasione della gara disputata in Germania.

Proprio quel giorno Schwazer, 41 anni, aveva conquistato il titolo tedesco della nuova distanza della maratona di marcia, chiudendo in 3h01'55" e stabilendo il record italiano sui 42 chilometri.

La risposta dell’atleta

Intervenuto in conferenza stampa a Bolzano, Schwazer ha commentato: «Ho ricevuto stamattina questa contestazione di positività all'eritropoietina: non ho preso nulla, sono innocente ma non mi difenderò, a 41 anni non ne ho più la forza». 

Ha poi aggiunto: «L'unica cosa che chiederemo è la controanalisi, a patto che venga analizzato anche un residuo di urina del controllo».
Per il marciatore restano però delle condizioni specifiche per proseguire con la richiesta: «Se questo non viene accettato io rinuncio anche alla controanalisi perché non ho nessuna fiducia nel sistema, quindi posso farne anche a meno. Vorrei anche rivolgere un breve pensiero a tutte le persone che in tutti questi anni mi sono state vicino, che adesso ci restano male».

Quando a Schwazer è stato chiesto perché secondo lui il sistema ce l’avesse con lui ha risposto: «Non lo so e non mi interessa», spiegando poi che ora il suo umore e il suo stato d’animo non sono più quelli di una volta. Tanto è cambiato rispetto a dieci anni fa, quando si batté per dimostrare la propria innocenza: era proprio il 22 giugno 2016 quando esplose il secondo caso doping legato all’atleta. La decisione di non difendersi arriva anche per tutelare cari e famiglia.

La terza contestazione per Schwazer

Per il campione olimpico di Pechino 2008 si tratta della terza contestazione per doping in carriera. Dopo il caso del 2012, ammesso dallo stesso atleta, e la controversa vicenda del 2016, Schwazer era tornato alle competizioni nel 2025. Ora dovrà affrontare un nuovo procedimento disciplinare per chiarire la propria posizione.

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