Accoltella uno sconosciuto al bar, la frase choc del 22enne: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio»

Lamin Saidilly, 22 anni, nato a Conegliano, il 6 luglio sarà interrogato a San Vittore dal giudice per le indagini preliminari. Il pm chiede la convalida dell’arresto per tentato omicidio: l’aggressione ripresa dalle telecamere

Il bar di Milano in zona San Siro dove il giovane ha accoltellato un passante
Il bar di Milano in zona San Siro dove il giovane ha accoltellato un passante

«Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Sono le parole che Lamin Saidilly, 22 anni, avrebbe pronunciato davanti alle forze dell’ordine dopo essere stato fermato per l’aggressione a coltellate avvenuta in un bar di Milano, nel quartiere San Siro.

Il giovane, nato a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, sarà interrogato domani mattina nel carcere di San Vittore dal gip Luigi Iannelli.

Saidilly è stato arrestato per tentato omicidio dopo aver colpito uno sconosciuto, Gerardo P., con venti fendenti. Il pm Elio Ramondini ha inoltrato la richiesta di convalida dell’arresto, ritenendo sussistenti sia il pericolo di fuga sia quello di reiterazione del reato.

L’intera aggressione è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza presenti all’esterno del bar. Secondo quanto ricostruito nel capo di imputazione, il 22enne avrebbe agito con il capo coperto da un passamontagna nero e senza pronunciare alcuna frase, avvicinando la vittima alle spalle e colpendola con un coltello lungo 21 centimetri alla testa, al collo, al torace e all’addome. A bloccarlo, prima dell’arrivo della polizia, sono stati alcuni clienti del locale.

La vicenda ha un legame diretto con la Marca trevigiana. Saidilly è nato a Conegliano e qui ha trascorso parte dell’infanzia e della preadolescenza, frequentando la scuola media Grava prima del trasferimento nel Regno Unito con la famiglia.

Il padre Doudou, originario del Gambia e poi diventato cittadino italiano, era conosciuto in città e nello stabilimento Electrolux, dove era stato anche Rsu per la Fim Cisl.

«Abbiamo provato in ogni modo a curarlo», avrebbe ripetuto il padre dopo l’arresto del figlio.

A ricordare la famiglia è Augustin Breda, storico sindacalista e Rsu Electrolux: «Lamin fin da piccolo aveva dato grossi problemi. Doudou ne parlava con grande apprensione, confidandosi con noi colleghi». Poi la decisione di lasciare l’Italia e trasferirsi Oltremanica, nella speranza di trovare strumenti più adeguati per aiutare il ragazzo.

Negli ultimi giorni Saidilly avrebbe interrotto ogni comunicazione con i genitori, prima di riapparire a Milano armato di coltello. Negli archivi dell’Ulss 2 non risulta che fosse stato seguito dai servizi durante gli anni trascorsi nel Trevigiano.

A Conegliano la notizia ha provocato sconcerto. Il sindaco Fabio Chies si dice «costernato e attonito»: «Non conoscevo il ragazzo, ho appreso che studiava alla Grava e sono sbigottito. Il disagio giovanile mi sembra una sciocchezza in questo contesto, credo che qui il problema sia molto più grave».

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