Crisi familiari e figli a carico, il protocollo per ridurre i conflitti

Aggiornato un documento per chiarire chi paga e che cosa tra i genitori separati: dal mantenimento ordinario alle spese straordinarie, fino ai rimborsi
L’Ordine degli Avvocati di Udine ha portato a termine nel 2025-2026 una serie di iniziative a favore degli iscritti e della cittadinanza. In particolare, il Consiglio - composto dagli avvocati Raffaella Sartori (Presidente), Gianluca Visonà (Segretario), Matteo Praturlon (Tesoriere) e da Giorgia Amodio, Fabio Balducci Romano, Francesco Bilotta, Denaura Bordandini, Erica Cicuttini, Chiara Lerro, Giorgio Ortis, Luca Pangaro, Pina Rifiorati, Giuseppe Tiso, Magda Troiani e Daniele Vidal - ha rafforzato la collaborazione con il Tribunale, la Procura e le altre istituzioni locali arrivando alla redazione di numerosi protocolli. Il 23 giugno è stato sottoscritto il nuovo protocollo per le spese per il mantenimento dei figli minorenni, maggiorenni non economicamente indipendenti e/o con disabilità. Elaborato dal Tribunale di Udine insieme alle Associazioni specializzate nel diritto di famiglia (Ondif Sezione di Udine e Aiaf Fvg), il documento è un aggiornamento del precedente risalente al 2015, resosi necessario dell’evoluzione della crisi della famiglia avvenuta nell’ultimo decennio, che ha determinato il sorgere di nuove necessità di gestione soprattutto per le spese straordinarie per i figli. Un documento per ridurre i conflitti tra i genitori separati e chiarire chi paga cosa: dal mantenimento ordinario alle spese straordinarie, fino ai rimborsi. A spiegare meglio il protocollo è la presidente dell’Ordine degli Avvocati di Udine, Raffaella Sartori.
Quali sono le spese ordinarie?
Sono quelle legate ai bisogni quotidiani e fondamentali dei figli. Rientrano, ad esempio, il vitto, l’alloggio, l’abbigliamento di base, il materiale scolastico di uso comune, piccoli acquisti quotidiani, farmaci da banco, ricariche telefoniche e altre necessità ordinarie.
Il protocollo chiarisce anche un aspetto pratico: ciascun genitore deve avere presso la propria abitazione un corredo base adeguato di vestiti e biancheria per il figlio.
L’assegno di mantenimento copre tutto?
No. L’assegno mensile serve esclusivamente a coprire le spese ordinarie. Viene corrisposto per dodici mesi l’anno e, salvo casi specifici, non può essere inferiore a 200 euro mensili per il primo figlio, ai quali si aggiungono 100 euro per ciascun figlio successivo.
Quali spese straordinarie non richiedono il consenso dell’altro genitore?
Si tratta di spese considerate necessarie per la salute, l’istruzione, la crescita e la socialità del figlio.
Tra queste rientrano:
- visite specialistiche, prescritte dal pediatra o medico curante; cure dentistiche presso strutture pubbliche, ovvero presso strutture private nei casi di urgenza; ticket sanitari; occhiali o lenti a contatto per uso non estetico; farmaci, integratori e altri presidi prescritti dal medico curante/pediatra di base o dallo specialista, anche se non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale;
- retta per la frequentazione dell’asilo nido pubblico; tasse scolastiche e spese per l’iscrizione alla scuola pubblica; pre-accoglienza e post-accoglienza scolastica, doposcuola; mensa scolastica; corredo scolastico di inizio anno (compresi i libri di testo) computer o tablet (quando richiesto dell’istituto scolastico) nel limite di spesa rispettivamente di € 650,00 e € 250,00; tasse universitarie per atenei pubblici per tutta la durata legale del corso (anche magistrale) prescelto e un ulteriore anno eventualmente necessario; trasporto pubblico da e per la scuola (con scuolabus o altro mezzo pubblico) fino al completamento del percorso di studi, compreso quello universitario; alloggio e utenze, qualora il corso di laurea, con le medesime caratteristiche di quello prescelto, non sia presente nella provincia di residenza o non sia ubicato entro i 100 km dalla residenza; corsi di recupero organizzati dalla scuola e lezioni private, laddove suggerite dagli insegnanti; viaggi di istruzione, nel limite di € 250,00 per ciascun genitore per tutto l’anno scolastico; sanzioni amministrative irrogate ai figli;
- un’attività sportiva o artistica o comunque extrascolastica per ciascun figlio, nel limite di € 600,00 annui per ciascun genitore (comprensivi di: iscrizione, abbigliamento, attrezzature e materiali, oneri di trasferta, tornei di categoria); spese per conseguire la patente B da privatista, comprensive delle ore di guida obbligatorie;
- spese di baby-sitter della prole infra-quattordicenne, se resa necessaria dagli impegni lavorativi di entrambi i genitori, i
- centri vacanze nel periodo delle vacanze scolastiche estive, qualora entrambi i genitori svolgano un’attività lavorativa che comportino un costo non superiore a € 100,00 alla settimana;
- regali di compleanno o di altri avvenimenti per amici, compagni di classe, insegnanti.
Pur non essendo richiesto un consenso preventivo, resta comunque necessario mantenere un confronto e un’informazione reciproca tra i genitori.
E per i figli con disabilità cosa cambia?
Il protocollo prevede una disciplina specifica più ampia. Non richiedono consenso preventivo le spese documentate relative a cure, riabilitazione, assistenza domiciliare, strumenti di supporto, attività sportive o culturali dedicate e altri servizi necessari alle esigenze del figlio.
L’obiettivo è garantire maggiore rapidità e tutela nelle situazioni che richiedono interventi costanti.
Quando invece il consenso è obbligatorio?
Il consenso di entrambi i genitori diventa necessario per spese eccezionali, imprevedibili o di importo rilevante.
Alcuni esempi:
- cure dentistiche, ortodontiche e oculistiche presso strutture private; cure termali e fisioterapiche; cure sanitarie effettuate privatamente, compreso il supporto psicologico; farmaci omeopatici;
- scuole private;
- università private;
- programmi Erasmus o similari;
- spese di alloggio legate a percorsi universitari particolari.
Anche tutte le spese che superano i limiti economici fissati dal protocollo rientrano in questa categoria.
Come funziona il consenso?
La richiesta deve essere inviata tramite e-mail o messaggi, anche istantanei.
C’è tuttavia il “consenso tacito”: se il genitore che riceve la richiesta non esprime un rifiuto motivato entro quindici giorni, il consenso si considera acquisito.
Come vengono rimborsate le spese?
La regola generale prevede una divisione al 50% tra i genitori, salvo accordi differenti.
Per spese superiori a 200 euro, ciascun genitore deve versare direttamente la propria quota al fornitore del servizio, quando possibile.
Per importi inferiori, chi anticipa la spesa ha diritto al rimborso entro la fine del mese successivo alla richiesta, allegando documentazione e giustificativi di spesa.
Cosa succede se uno dei genitori non paga?
Il mancato rimborso non dà luogo solo alla possibilità per il genitore adempiente di procedere al recupero forzoso del credito. Il protocollo ricorda che tale comportamento può essere valutato anche sotto il profilo delle capacità genitoriali, essere rilevante in sede penale, nonché, in caso di gravi inadempienze, dare luogo all’applicazione di sanzioni da parte del Giudice.
E per assegni e contributi pubblici?
L’Assegno Unico Universale resta regolato dalla normativa vigente e, in assenza di accordi diversi, viene diviso al 50% tra i genitori.
Lo stesso principio vale per detrazioni fiscali, rimborsi e contributi pubblici ottenuti per spese scolastiche, sportive o altre attività dei figli.
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DOMANDE E RISPOSTE
Nuove norme sulle donazioni: cosa cambia per il cittadino?
Nel 2026 si torna a parlare di donazioni per effetto delle modifiche introdotte dalla legge n. 182/2025, in vigore dal 18 dicembre 2025, che ha innovato la disciplina della riduzione delle donazioni e della tutela dei terzi acquirenti. Le novità riguardano soprattutto gli immobili donati. In passato, l’acquisto di un immobile proveniente da donazione o la concessione di un mutuo potevano essere ostacolati dal rischio di future azioni dei legittimari. La riforma mira a rendere più sicura la circolazione di questi beni e a favorire l’accesso al credito. Il nuovo art. 563 c.c. stabilisce che la riduzione della donazione, salvo gli effetti della trascrizione della domanda, non pregiudica i diritti dei terzi acquirenti; il donatario resta però tenuto a compensare in denaro i legittimari nei limiti della quota loro riservata. Le donazioni immobiliari restano quindi uno strumento ampiamente utilizzato, ma oggi con maggiori garanzie per gli acquirenti e più certezza nella circolazione dei beni.
Avvocati in rete: come scegliere quello giusto per me?
Oggi la ricerca di un avvocato passa sempre più dal web, ma un sito ben curato o un profilo social seguito non sono garanzia di competenza. Occorre diffidare di slogan come "successo garantito", di presunte specializzazioni non verificabili, di risultati eclatanti privi di contesto e di premi o classifiche attribuiti da soggetti privati senza criteri trasparenti. Per una scelta consapevole è opportuno verificare l'iscrizione all'Albo, l'eventuale abilitazione alle giurisdizioni superiori e il percorso professionale del legale. Anche le recensioni online vanno lette con prudenza, perché possono essere selezionate o manipolate. Il titolo di "avvocato specialista" è una qualifica ufficiale rilasciata dal Consiglio Nazionale Forense a chi supera uno specifico percorso formativo o dimostra una comprovata esperienza. Prima di conferire l'incarico è sempre consigliabile richiedere un preventivo chiaro e completo.
Il nuovo reato di femminicidio rischia di violare il principio costituzionale di uguaglianza?
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