Come costruire un portafoglio solido nel 2026

La gestione del risparmio è cambiata radicalmente nell’ultimo decennio. Se fino a pochi anni fa molti italiani lasciavano tranquillamente i propri risparmi fermi sul conto corrente, oggi sempre più persone cercano strumenti accessibili per far crescere il capitale e proteggerlo dall’inflazione. In quest’ottica, l’accesso semplificato alle piattaforme di investimento e la maggiore educazione finanziaria hanno reso possibile a chiunque costruire un portafoglio diversificato, anche partendo da cifre modeste. Vediamo come.
Diversificare con le azioni e gli ETF
Costruire un portafoglio equilibrato richiede una strategia chiara di allocazione degli asset. A prescindere dalle dimensioni del capitale, uno degli approcci più efficaci per bilanciare potenziale di crescita e controllo del rischio è la combinazione di azioni ed ETF. Le azioni individuali offrono infatti l'opportunità di puntare su aziende specifiche in cui si crede, mentre gli ETF permettono di ottenere un’esposizione immediata a interi settori o mercati geografici con un singolo investimento.
Gli ETF, in particolare, si sono affermati sempre più come strumento democratico per eccellenza: i costi contenuti e l’elevata trasparenza consentono anche agli investitori retail di replicare l'andamento di indici come l'S&P 500 o il FTSE MIB, senza dover selezionare titoli singoli. Per chi è alle prime armi, un portafoglio core basato su ETF diversificati geograficamente può essere una base solida su cui, eventualmente, aggiungere posizioni più mirate in azioni individuali.
La proporzione tra azioni ed ETF dipende da diversi fattori personali. Un investitore giovane, con orizzonte temporale lungo, può permettersi un'allocazione più aggressiva (dedicando magari il 70-80% a strumenti azionari). Chi si avvicina alla pensione, invece, solitamente preferirà ridurre l'esposizione azionaria a favore di asset più stabili come obbligazioni o liquidità.
Definire gli obiettivi e l'orizzonte temporale
Prima di investire qualunque cifra, tuttavia, serve chiarezza su cosa si vuole ottenere. Risparmiare per l'acconto di una casa tra 3 anni o per la pensione tra 30? Ciascun obiettivo richiede una strategia diversa. Quelli a breve termine (meno di 5 anni) suggeriscono maggiore prudenza, mentre gli orizzonti lunghi permettono di cavalcare la volatilità dei mercati azionari - storicamente più remunerativi nel lungo periodo.
L'orizzonte temporale influenza anche la capacità di recupero dalle perdite. Chi investe per 20 anni può attraversare più tranquillamente le crisi di mercato, sapendo che statisticamente il trend di lungo periodo dei mercati azionari è rialzista. Chi ha bisogno dei soldi tra due anni, invece, non può permettersi questo lusso e deve proteggere il capitale dalle oscillazioni brusche.
Gestione del rischio e ribilanciamento
Un portafoglio ben costruito non è statico e un ribilanciamento periodico serve proprio a ripristinare le proporzioni target: si vende ciò che è cresciuto troppo e si compra quello che è rimasto indietro. Tale disciplina forza a "vendere alto e comprare basso", contrastando l'istinto emotivo che spingerebbe a fare l'opposto.
Una gestione efficace del rischio, inoltre, passa anche attraverso la diversificazione geografica e settoriale. Concentrare tutto su un unico mercato o settore espone a rischi specifici; un portafoglio globale - con esposizione ai mercati sviluppati e a quelli emergenti, al tecnologico come ai beni di consumo - è più resiliente agli shock localizzati.
Fondamentali per proteggersi dalle perdite eccessive su singole posizioni sono poi gli strumenti di risk management come gli stop-loss; mantenere una riserva di liquidità, infine, è un’accortezza che permette di cogliere opportunità quando i mercati scendono - senza dover liquidare altre posizioni in perdita.
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