A Belgrado nuova protesta contro presunti brogli elettorali

Slogan ostili a presidente Vucic davanti commissione elettorale
epa11036487 Opposition supporters raise a banner reading 'Vucic will end up like Milosevic, People will deny!, People will resist!, People will WIN!' in front of the Serbian Electoral Commission building in Belgrade, Serbia, 18 December 2023. Early official vote count after the Parliamentary and local elections confirmed that the Serbian Progressive Party (SNS) had won the election in Serbia and secured a majority in the Parliament, but tensions grew high after the opposition reported irregularities in the capital of Belgrade and called their supporters to protest at the electoral commission building. EPA/ANDREJ CUKIC
epa11036487 Opposition supporters raise a banner reading 'Vucic will end up like Milosevic, People will deny!, People will resist!, People will WIN!' in front of the Serbian Electoral Commission building in Belgrade, Serbia, 18 December 2023. Early official vote count after the Parliamentary and local elections confirmed that the Serbian Progressive Party (SNS) had won the election in Serbia and secured a majority in the Parliament, but tensions grew high after the opposition reported irregularities in the capital of Belgrade and called their supporters to protest at the electoral commission building. EPA/ANDREJ CUKIC

BELGRADO, 19 DIC - Una nuova manifestazione di protesta contro i presunti brogli nelle elezioni municipali di domenica scorsa a Belgrado è in corso davanti alla sede della commissione elettorale, nel centro della capitale serba. 'Ladri, ladri', scandiscono i dimostranti che mostrano cartelli con scritte ostili al governo, al presidente Aleksandar Vucic e al suo partito Sns, uscito vincitore del voto, sia nelle parlamentari che nelle municipali a Belgrado e nelle locali in Voivodina, la provincia autonoma nel nord del Paese. L'opposizione, che a Belgrado è stata superata di poco dall'Sns, sostiene che il risultato nella capitale è stato falsato dal voto di oltre 40 mila persone non residenti fatte arrivare a Belgrado dalla viicina entità serba di Bosnia-Erzegovina per votare illegittimamente a favore del partito di Vucic. Accuse queste respinte dalla dirigenza serba, che sostiene peraltro come i serbo-bosniaci con doppia cittadinaza - bosniaca e serba - abbiano il diritto a votare in Serbia. Ieri sera, in una prima protesta davanti alla commissione elettorale, erano state lanciate uova, bottiglie di plastica e altri oggetti contro l'edificio. Un membro della commissione era stato aggredito e picchiato, e due dei giovani responsabili dell'attacco erano stati arrestati. A più riprese alcuni dimostranti avevano cercato di scavalcare la recinzione metallica e entrate nell'edificio ma erano stato fermati dal servizio di vigilanza. (ANSA).

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