Zuppi, 'preoccupa la corsa al riarmo, diffusa rozza cultura della potenza'

(ANSA) - ROMA, 25 OTT - "Siamo convinti che solo disarmati si può disarmare". Lo ha detto il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, nel suo intervento all'incontro della Comunità di Sant'Egidio "Pace disarmata e disamante" ad Assisi. "Stiamo vivendo una preoccupante stagione in cui, al contrario, prevale il vortice che fa credere indispensabile riamarsi, vortice che produce sempre conseguente riarmo. Armati e armanti", ha proseguito Zuppi sottolineando che "si è diffusa una rozza e ignorante cultura della potenza, che tra l'altro provoca il colpevole discredito di quelle organizzazioni internazionali che senza un'adeguata riforma e un rilancio convinto non possono corrispondere pienamente all'ampiezza e all'elevatezza della missione universale di pace. La cultura della potenza emerge nella tentazione di "costruire l'identità collettiva contro un nemico". "Di fronte a un mare di dolore, di lacrime, che fa piangere e lascia sgomenti, non possiamo restare neutrali, ma scegliamo con sempre rinnovata convinzione e intelligenza la parte della pace", ha detto ancora Zuppi sottolineando che "pace e giustizia sono due sorelle strettamente unite, anche se la proporzione tra loro può cambiare perché non c'è una formula astratta, idealizzata dell'una e dell'altra, perché solo la pace è giusta". Il cardinale ha concluso: "si riempiono gli arsenali e si stanno svuotando i granai. E gli arsenali, uniti all'intelligenza artificiale, rendono la guerra tragicamente più disumana, decisa da un algoritmo che giustifica tutto e considera le vittime - che sono tutte comunque vittime e per le quali troppo poche condanne e scuse abbiamo ascoltato - solo degli effetti collaterali. Nel rifiutare la logica della violenza, il dialogo tra le religioni ha un ruolo decisivo, perché al centro dei grandi cammini spirituali si trova un messaggio di pace". (ANSA).
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