Violenza sulle donne al lavoro, un paper responsabilizza le imprese

Un Women Italy: "Pesa l'architettura sociale ed economica squilibrata"

(ANSA) - TORINO, 06 MAR - In Italia sono 6,4 milioni le donne ad aver subìto violenza fisica o sessuale e nei luoghi di lavoro le molestie restano diffuse e sottostimate: in Europa, infatti, il 31% delle lavoratrici dichiara di aver subìto molestie sessuali sul lavoro e nella fascia 18-29 anni la quota sale al 42%. Dato che si scontra però con la percezione del fenomeno, considerato che il 75% delle lavoratrici ritiene che le molestie siano rare o poco comuni. In Italia, inoltre, quasi sette lavoratrici su 10 hanno ricevuto commenti sessisti e osservazioni estetiche, oltre il 35% contatti fisici indesiderati, più del 35% avances esplicite non volute e tra dirigenti e imprenditrici, più della metà dichiara molestie fisiche. È partendo da questa cornice che nasce il paper curato da Amapola con Fondazione Libellula e Università di Torino, presentato in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne. E in questo contesto risulta fondamentale il ruolo delle imprese. "Imprese e organizzazioni toccano la vita di moltissime persone: possono attivare un cambiamento reale", spiega Micol Burighel, responsabile comunicazione e parità di genere di Amapola, sottolineando che "alcune hanno già iniziato ad agire con progetti di varia natura, che prevengono e contrastano la violenza in tutte le sue forme". "Quando parliamo di violenza di genere, parliamo spesso di emergenza, dobbiamo invece iniziare a parlare di architettura del potere - aggiunge Monica Cerutti, segretaria generale di Un Women Italy -. Perché la violenza non è solo un comportamento individuale, ma il risultato di un'architettura sociale ed economica squilibrata. E ciò che è progettato, può essere riprogettato". (ANSA).

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