Vicepresidente Cpi, 'pressioni da potenze che vogliono fermarci'

(ANSA) - PERUGIA, 26 FEB - "La Corte penale internazionale è oggi sottoposta a pressione da potenze che vogliono fermarci. Se non ci sarà più, cosa resterà?": a porre la domanda è stato il giudice Rosario Salvatore Aitala, primo vicepresidente della Corte penale internazionale, posta al centro del suo intervento durante l'inaugurazione dell'anno accademico 2025-2026 dell'Università degli Studi di Perugia. Ospite d'onore della cerimonia, Aitala è intervenuto sul tema "La forza e la ragione. Per una politica della pace", proponendo così una riflessione sul ruolo del diritto e delle istituzioni nella costruzione della pace. "Noi dobbiamo continuare a respirare ragione, per questo anche l'iniziativa sulla pace voluta dal rettore Massimiliano Marianelli è significativa, intelligente e non formale perché oppone la ragione alla forza", ha affermato il giudice. Ricordando l'iniziativa "Università, ponti di Pace" che ha portato 22 Università a sottoscrivere la "Carta di Assisi". "La forza è prevaricazione - ha detto Aitala -, abuso, demolizione, sovversione e anche guerra, mentre la ragione è dialogo, controllo, ascolto, costruzione e soluzione pacifica delle controversie. Quando degli storici scriveranno di questi giorni indicheranno come tratto un ritorno alla cultura della violenza, la stessa che ha segnato il nostro mondo nei decenni passati tra la Grande guerra e la seconda mondiale. In questi giorni vediamo infatti la violenza tornare ad essere da una parte la misura di rapporti interpersonali, anche come inquinante che avvelena la politica, e dall'altra come legge primitiva nei rapporti internazionali tra Stati. Un momento che segna un passaggio indietro di un secolo". (ANSA).
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