Ucciso per delle cuffiette, 'Daniele Rezza non ha alcun vizio di mente'

(ANSA) - MILANO, 16 LUG - Era capace di intendere e volere al momento dei fatti Daniele Rezza, il 21enne che l'11 ottobre 2024 a Rozzano, nel Milanese, ha accoltellato e ucciso Manuel Mastrapasqua, 31enne che stava tornando a casa dal lavoro, per portargli via un paio di cuffie wireless da 14 euro. Lo ha stabilito una perizia psichiatrica, affidata alla psichiatra Mara Bertini e disposta nel processo d'appello, dopo che il giovane in primo grado era stato condannato a 27 anni di reclusione. "L'indagine peritale - si legge nella relazione depositata alla Corte d'Assise d'appello di Milano e che sarà discussa nella prossima udienza del 20 luglio - ha evidenziato nell'imputato alterazioni della regolazione delle emozioni e un'aggressività reattiva, oltreché proattiva, che possono considerarsi clinicamente significative, ma che non si integrano nella nozione giuridica di infermità mentale perché non inscritte in una patologia mentale rilevante ai fini forensi". La Corte aveva accolto l'istanza di perizia della difesa, che aveva sostenuto che Rezza avrebbe una "disregolazione delle funzioni emotive che comporta reazioni sproporzionate e non riesce a controllare gli impulsi a causa di una patologia psichiatrica". La sostituta pg Olimpia Bossi aveva chiesto di respingere la richiesta, perché la "incapacità di gestire la rabbia è caratteristica di un carattere aggressivo e immaturo, ma da qui a dire che sia una patologia a me pare escluso". Per l'avvocata Roberta Minotti, legale di parte civile della famiglia Mastrapasqua, dalle carte risultava già che "il funzionamento cognitivo di Rezza è nella norma, tanto che lui ha detto pure 'ho preso 27 anni per una coltellata'". (ANSA).
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