Tentò di uccidere la moglie con la roncola, condannato a 16 anni

(ANSA) - FIRENZE, 25 SET - Condannato in rito abbreviato a 16 anni di reclusione Yamen Badr, agricoltore tunisino che la sera del 9 agosto 2025 tirò numerosi colpi di roncola alla moglie fiorentina dopo anni di vessazioni e umiliazioni. Successe nella loro casa di Montebeni a Fiesole. L'uomo è stato imputato di tentato omicidio aggravato dai maltrattamenti in famiglia. La donna è rimasta tetraplegica a causa delle ferite, traumi vertebrali e da taglio. Il gip Alessando Moneti ha accolto la richiesta della pm Alessandra Falcone che aveva chiesto 24 anni, ridotti a 16 per la riduzione di un terzo in abbreviato. La coppia aveva due figlie. La donna subiva da anni le angherie del marito. Insulti e umiliazioni anche al cospetto dei suoceri e della babysitter. Denigrava la moglie, secondo quanto ricostruito, per il modo in cui educava le figlie. In un'occasione avrebbe rinfacciato alla moglie, davanti ai suoceri, di averla sposata solo per denaro. Poi la sera del 9 agosto 2025, la assalì con la roncola. "Non stavo bene perché in quel periodo assumevo droga", ha raccontato oggi in aula con dichiarazioni spontanee l'imputato prima della lettura della sentenza. "E' stato inflitto il massimo della pena - commenta il difensore Samuele Zucchini - ci aspettavamo fosse valutata con maggiore attenzione la consulenza medico legale che ha accertato la totale incapacità di intendere e volere dell'imputato al momento del fatto legata all'assunzione di stupefacenti". Il tunisino è stato anche condannato al risarcimento dei danni in sede di tribunale civile; adesso deve intanto versare alla moglie una provvisionale di 200.000 euro, altre di 50.000 euro ciascuna alle due figlie e 200.000 euro complessivi ai genitori della vittima, tutti familiari assistiti dagli avvocati Lapo Bechelli ed Eriberto Rosso. "Questa vicenda segna l'esistenza di un'intera famiglia - dice l'avvocato Rosso -, è una pronuncia equilibrata". "Non c'è pena in grado di alleviare la sofferenza di quel padre - aggiunge l'avvocato Bechelli - Il pieno accoglimento delle richieste del pubblico ministero dimostra la validità dell'impianto accusatorio". (ANSA).
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