Sequestrata azienda vicino a Cosa nostra, 6 mln il fatturato

Ha 150 dipendenti. Indagini Dia di Catania e Questura di Ragusa su imprenditore Giudice

(ANSA) - CATANIA, 11 FEB - La Smart Transport, società a responsabilità limitata semplificata, azienda di Comiso del settore della logistica con 150 dipendenti e che fattura oltre 6 milioni di euro l'anno è stata sequestrata, in applicazione delle norme antimafia, dalla Direzione investigativa antimafia di Catania, in collaborazione con l'Anticrimine della Questura di Ragusa. Secondo l'accusa, la società guidata da un incensurato, L. G., in realtà sarebbe riconducibile all'imprenditore Raffaele Giudice, ritenuto contiguo a Cosa nostra di Vittoria e condannato dal gup del di Catania a otto anni e quattro mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catania, fa seguito ad altro sequestro eseguito dalla Dia il 19 dicembre del 2025 con cui sono stati posti i sigilli a beni a vario titolo riconducibili a Giudice per un valore stimato in circa 20 milioni di euro. Indagini della Direzione investigativa antimafia e dell'Anticrimine della Questura di Ragusa hanno fatto emergere una serie di criticità nella gestione della società sequestrata. In particolare, nel secondo semestre del 2025 è stato registrato "un aumento improvviso e del tutto sproporzionato del fatturato, pari a circa 6 milioni di euro, accompagnato da una crescita altrettanto repentina del numero di dipendenti". È emerso, inoltre, che "i rapporti commerciali intercorrono esclusivamente con società appartenenti allo stesso gruppo familiare", circostanza, questa, che, secondo l'accusa, fa "pensare a rapporti di natura meramente strumentale". Inoltre la sede legale e operativa è in un immobile destinato esclusivamente a uso abitativo e che la società risulta priva di beni strumentali propri. Il quadro complessivo, "anche alla luce dei precedenti investigativi e delle pregresse contestazioni per reati fallimentari e associativi", secondo l'accusa "depone per l'esistenza di un disegno unitario di natura elusivo-fraudolenta". (ANSA).

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